Ma stanotte, amico mbembe,
hai sentito le grida dei fratelli,
vomitare dal vento del Tanganika,
sulle verdi colline che al lago fanno corona:
hai sentito, amico?...
Tutta la notte mani di ragazzi
hanno rullato sui tamburi
una triste nenia di pianto.
Tutta la notte mani callose hanno stretto
la sporca fune di una campana,
pronti a suonare la propria risurrezione.
Nel loro verde manto le foreste del Kivu
hanno accolto tutta la paura dei fratelli;
hanno udito il loro lamento
e ne hanno fatto una trepidante preghiera.
Ora è appena l’alba…
Cristo, mio fratello,
in questo tuo nuovo safari di venerdì santo,
abbi pietà del cuore sanguinante d’Africa:
ascolta il pianto del Tanganika amico,
là dove la piroga sul lago dice ancora
che la speranza non muore.
P. Mario Diotto, s.x.