Il campo missionario dei giovanissimi, organizzato dai saveriani, è stata un’esperienza stimolante. In due giorni d’intensa attività, abbiamo sviluppato un tema di grande attualità: la responsabilità che deriva dall’incontro con l’altro.
C’è stata una novità: i ragazzi hanno incontrato “l’altro” senza prepararsi prima. Divisi in gruppi e portati nelle strade della città, hanno toccato con mano quanto sia difficile avvicinare lo straniero, fuori dai consueti centri di accoglienza. Incontrare persone che vivono il dramma di trovare un lavoro o di farsi accettare, è un modo per mettere in discussione anche se stessi. Questo ha portato a uno scambio di esperienze che hanno arricchito entrambe le parti.
Abbiamo compreso che è necessario accelerare quei processi di conoscenza reciproca che conducono all’integrazione, alla condivisione e alla fratellanza.
Proprio per questo, ogni ragazzo ha preso un impegno: metterci la faccia, il cuore e la mente, affinché non esistano più confini e pregiudizi.