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Mi ha stupito la frase “quell’anima bella del Pellico”, con cui il nostro fondatore san Guido Conforti definiva l’eroe risorgimentale. Scriveva Silvio Pellico nel discorso ai giovani: “Quale sarà l’educazione morale da darsi ai tuoi figli? Non la capiresti se non l’acquisti egregia tu medesimo; acquistala e la darai eguale”. Quasi a dire che… le parole persuadono, ma gli esempi trascinano.

Il lavoro dei catechisti oggi

Nel suo diario, “Le mie prigioni”, Silvio Pellico commenta il vangelo con queste parole: “Questo divino libro io l'avevo sempre amato molto, anche quando pareami d'essere incredulo. Siffatta lettura non mi diede mai la minima disposizione alla bacchettoneria. Bensì mi insegnava ad amar Dio e gli uomini, a bramare sempre più il regno della giustizia, ad aborrire l'iniquità, perdonando agli iniqui”.

Quando giro nelle nostre parrocchie, cerco di fotografare i cartelloni e le raffigurazioni delle verità cristiane, utilizzati dai nostri catechisti. Oggi il loro lavoro è sempre più importante, considerato che la scuola sta diventando sempre più “laica”. La loro attività formativa con cartelloni, disegni e immagini è ispirata dal teologo greco Teodoro Studita: “Se l'arte non potesse rappresentare Cristo, vorrebbe dire che il Verbo non si è incarnato”.

La vita buona del vangelo

Il tema orientativo di questo decennio pastorale della chiesa italiana è “Educare alla vita buona del vangelo”. Ma come farlo in modo adeguato ed efficace? Gli scout cattolici, ad esempio, nella loro lettera “Carta del coraggio”, hanno lanciato un messaggio sull’interpretazione dell’amore nella famiglia moderna.

La famiglia è stata il tema principale del sinodo straordinario, indetto da papa Francesco per rispondere alla crisi delle relazioni familiari nella società odierna. Sullo stesso tema, già il beato Paolo VI aveva scritto l’enciclica “Humanae vitae” per la paternità e la maternità responsabile dei coniugi.​

Per giovani coraggiosi!

La Caritas e l’ufficio missionario di Forlì-Bertinoro promuovono un corso di formazione per i giovani, con lo slogan: "Per chi parte, per chi resta". Nel comunicato è scritto:

“Abbiamo accettato la sfida di creare un gruppo missionario di giovani, nel quale mettersi in discussione sulle proprie scelte e stili di vita, crescere come cristiani e fare esperienza di servizio. Offriamo questa esperienza a giovani interessati a maturare nello spirito missionario”. 

A cominciare dal 6-8 febbraio, ogni secondo weekend del mese, si alterneranno momenti di servizio a momenti di formazione, di testimonianza e di convivialità. Sono aperte le iscrizioni.


Per informazioni, contattare il servizio giovani della Caritas diocesana allo 0543 30299 (Andrea Turchi).

Perché non aderire subito?



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