Donne sagge, profetesse e discepole d'oggi
Donna è metà dell'umanità. Donna è metà della Bibbia, anche se gli "autori ispirati" dei libri sacri sono soprattutto uomini. Solo tre libri storici portano il nome di donne: Rut, Giuditta ed Ester. Tra i libri sapienziali e profetici, nessuno è scritto da donne, anche se sono menzionate importanti profetesse come Debora, al tempo dei Giudici (Gdc 4-5), e Culda, la tempo del re Giosia (2 Re 22,14-20), oltre all'anziana profetessa Anna, agli inizi del nuovo Testamento (Lc 2,36-38). Anche i libri del tempo cristiano hanno tutti autori maschi.
Questo non vuol dire che le donne non abbiano avuto un ruolo paritario nella storia della salvezza, nell'annuncio della Parola e nella formazione alla vita di fede. Basta pensare alla "genealogia" di Gesù Salvatore, nella versione di Matteo, dove cinque donne danno una svolta all'albero della discendenza per arrivare al Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo.
Ma è nel discepolato che le donne - anche se poco menzionate e raccontate - hanno sempre avuto una parte decisiva. Ancor più importante, proprio perché senza ruoli ufficiali o riconosciuti: tra tutti i poveri della terra, sono dunque le donne ad essere le più predilette, secondo lo stile evangelico di Gesù.
Così è nata l'ispirazione di dedicare a loro queste due pagine, nel mese di maggio.
Meriterebbero molto di più. Ho scritto ai missionari e alle missionarie in Africa, America latina e Asia, pregandoli di raccogliere le testimonianze di donne credenti sul loro sentimento per la Parola di Dio.
La quantità e la qualità dei loro racconti mi ha sorpreso. Sono le donne sagge, le profetesse intrepide, le discepole fedeli della storia odierna della salvezza.
Sono certo che sorprenderanno anche ciascuno di voi.







