Donna in famiglia: La Parola è proprio per me
Nuccia è una laica saveriana di Salerno, sposata con Carmine.
Ero giovane mamma quando, per la prima volta, percepii la Parola di Dio come Parola per me. Ma questa esperienza era stata preceduta da un primo incontro con Cristo, Colui che è la Parola, e con una creatura che l'aveva già accolta e fatta diventare carne nella sua vita: una missionaria.
L'incontro con Cristo e la missionaria
Ero alla ricerca di significati: la vita, la sofferenza, gli altri, il rapporto con il mio ragazzo e futuro sposo... Dove cercarli? Chi poteva indicarmi la direzione in cui cercarli? Inaspettatamente - come per caso - ecco il mio primo incontro con Cristo: una via crucis, dove l'icona di Gesù sotto la croce, schiacciato da quel peso eppure deciso a rialzarsi, mi rivelò il senso di ogni esperienza umana: l'Amore! Sentii, con sconvolgente certezza, di essere amata: con un amore tanto grande che chiedeva una risposta.
Dopo qualche tempo un'altra esperienza diede concretezza a ciò che ardeva dentro di me: l'incontro con una saveriana. Il viso sereno, la luce del sorriso, il saluto accogliente, mi rivelarono la bellezza della Parola che si fa carne in una creatura e diventa amore fraterno, dono di sé nella semplicità di gesti che rendono palpabile la presenza di Dio.
A distanza di anni, ripensando a quell'incontro, colsi un po' dell'esperienza di Elisabetta all'udire il saluto di Maria: la voce di una creatura che ha accolto Cristo nella sua vita diviene "parola" che raggiunge il cuore altrui e lo schiude alla grazia. Fu così che la mia vita si aprì a quella che poi imparai a chiamare azione dello Spirito Santo. Con il tempo compresi che era quell'Ospite dolce dell'anima che mi apriva alla comprensione della Parola di Dio, letta o ascoltata.
Un quarto d'ora con Dio
La prima volta che la Parola di Dio parlò al mio cuore e alla mia mente, fu un mattino feriale. Avevo messo la sveglia alle 6 e 30 per potermi incontrare con la Parola prima che la mia bambina si svegliasse. Avevo tra le mani uno schema per un primo approccio con la Parola di Dio letta-meditata-pregata. Si chiamava "un quarto d'ora con Dio". Prevedeva una preghiera allo Spirito Santo, la lettura del vangelo del giorno, un momento di silenzio, la rilettura del brano sottolineando ciò che balzava all'attenzione, la meditazione su quei versetti e, infine, una preghiera spontanea.
Non mi ero resa conto che il quarto d'ora era passato da un pezzo. Sentivo la mia voce che spiegava a me stessa il brano della "vocazione di Matteo" e in particolare quel verbo - "si alzò" (Mt 9,9). Mi parve come se... una luce si fosse accesa e io potessi vedere cose che prima erano nascoste dal buio. Da quel giorno - anche se non quotidianamente - la mia preghiera personale si nutre della Parola "del giorno". Perciò chiesi al mio sposo un regalo speciale: il messale feriale, che da più di 20 anni è per me un compagno insostituibile.
Si può ricominciare a 50 anni?
Ora che sono nonna, la Parola continua ad essere luce nella mia vita e guida sicura: anche quando non illumina la strada, ma orienta i miei passi nell'oscurità. Stavo appunto uscendo - qualche anno fa - da un lungo periodo di buio. Risentivo dentro di me entusiasmo e gioia, e si presentavano alla mente iniziative da intraprendere e proposte da accogliere. Mi venne da pensare: "Ma si può, a 50 anni, cominciare una vita nuova? Non sono troppo avanti negli anni per dar credito all'entusiasmo che mi fa vedere tutto possibile?".
Che sorpresa quel mattino, partecipando alla Messa! Il vangelo riportava il dialogo tra Gesù e Nicodemo: "Può un uomo rinascere quando è vecchio?" (Gv 3,4). Quante volte la Parola di Dio mi è venuta incontro, e proprio nelle letture "del giorno": è come una mensa imbandita quotidianamente dalla nostra madre chiesa, per nutrirci e crescere in Dio. L'Eucaristia è la forza che ci consente di vivere secondo la logica del vangelo; la Parola ci mostra il cammino e rende sicuri i nostri passi nel buio della fede pura.








