Diritti e doveri umani per tutti, Saveriani alla marcia della pace
Alla marcia della pace da Perugia ad Assisi dell’11 settembre scorso erano presenti anche i missionari saveriani di Desio, rappresentati da p. Paolo Andreolli e dagli studenti Andrea e Simone. Nei due pullman c’erano anche altre 110 persone, con molti giovani che hanno contribuito a rendere il clima festoso e familiare. Quelli che non sono venuti hanno offerto la propria quota di partecipazione ad alcuni migranti o rifugiati politici che avevano difficoltà economiche.
Il desiderio di tutti era quello di rinnovare l’impegno concreto per la giustizia e la pace, per tentare di costruire un mondo più giusto, pacifico e democratico. La marcia di quest’anno è stata particolarmente importante. Infatti, dal 14 al 16 settembre, al palazzo dell’Onu di New York, si è svolto il vertice dei capi di Stato di tutto il mondo.
Hanno discusso su tre temi: eliminare la miseria, fermare le guerre, riformare l’Onu.
Al bando la miseria!
La povertà non è un fenomeno naturale, ma la più crudele delle ingiustizie. I poveri sono la maggioranza sulla terra. La Dichiarazione universale dei diritti umani riconosce a ogni uomo il diritto a un tenore di vita dignitoso: il diritto al cibo, al vestiario, alla salute, alle cure mediche, all’abitazione, all’istruzione, al lavoro. La miseria è la più grande ed estesa violazione dei diritti umani. Per questo deve essere messa al bando.
Diciamo “no” alla guerra!
La guerra è proibita dalla Carta delle nazioni unite e dal diritto umanitario internazionale. Può essere dichiarata “giusta, umanitaria, preventiva, inevitabile”... ma il risultato della guerra non cambia. La guerra non risolve i problemi, li complica. Il dramma di questi ultimi anni lo conferma Se è vero che la libertà e la giustizia non si conquistano con il terrorismo, è altrettanto vero che il terrorismo non si vince con le bombe. La guerra è una risposta sbagliata e pericolosa: va messa al bando.
Riattiviamo l’Onu!
Il futuro dell’Onu riguarda tutti noi. Per far rispettare i diritti umani occorrono organismi internazionali democratici e indipendenti. Ma abbiamo bisogno che l’Onu sia più forte, democratico e trasparente. Deve poter prevenire lo scoppio di nuovi conflitti e promuovere il disarmo; difendere i diritti umani e promuovere lo sviluppo dei popoli.
Gli impegni sono tanti
Sono tanti gli impegni che la comunità internazionale e i singoli Stati hanno preso. Sono stati anche fissati alcuni “obiettivi” importanti, da raggiungere all’inizio di questo millennio. Li hanno sottoscritti, ma spesso sono rimasti solo “promesse”. Giovanni Paolo II ha ricordato più volte che “gli impegni vanno mantenuti”. Ecco alcuni degli impegni principali:
- Nuove regole per un mercato globale, capaci di indirizzare il commercio verso valori di equità e giustizia.
- Riforma delle istituzioni internazionali in chiave partecipativa e democratica per un nuovo governo del mondo che rappresenti tutti i suoi cittadini.
- Progettare sviluppo e diffondere pace ripudiando i conflitti e la violenza, investendo nella cooperazione e nell'educazione allo sviluppo.
E' questa la sfida che ci attende nei prossimi anni: i poveri non possono aspettare!Tutti noi cittadini possiamo e dobbiamo contribuire affinché si instauri una maggiore serietà nei rapporti tra i popoli e le nazioni. Un rapporto migliore favorirebbe anche la testimonianza evangelica dei missionari e delle missionarie nel mondo intero.








