Primo piano su Luigi e Maria, coniugi Beati
Per la prima volta nella storia della Chiesa due coniugi, Luigi Beltrame Quattrocchi e Maria Corsini, sono stati beatificati insieme, in una data assai significativa.
Il 21 ottobre 2001 si è svolta a Roma, con la partecipazione del Papa, la Festa delle famiglie. Lo stesso giorno ricorreva il 20° anniversario dell’esortazione apostolica Familiaris Consortioscritta da Giovanni Paolo II sul tema "La famiglia". Nonostante la pioggia, la celebrazione è riuscita gioiosa, arricchita dal tocco pittoresco della gente che, dietro invito, portava in San Pietro, sulla propria testa, la sedia già preparata sulla piazza antistante. Intanto sulla facciata della basilica restava a sventolare l’arazzo che riproduceva l’immagine dei due beati, ritratti nel gesto affettuoso di lui che appunta un mazzolino di fiori sul petto di lei.
Significato pregnante ha assunto la circostanza che all’altare, insieme con Giovanni Paolo II, concelebrassero due dei quattro figli: il novantacinquenne Filippo, da 70 anni sacerdote nella diocesi di Roma, e il novantatreenne Cesare, anche lui prete da 70 anni e monaco trappista alle Frattocchie. La loro figlia più giovane, Enrichetta, assisteva in prima fila alla beatificazione, l’altra figlia, suor Stefania, è invece morta qualche anno fa.
Tre persone consacrate nella stessa famiglia dimostrano la bontà del ceppo: "Dai frutti buoni si conosce la bontà dell’albero" (Mt 7, 19 s).
Il signor Luigi era nato a Catania nel 1880, morto a Roma nel 1951; la signora Maria era nata a Firenze nel 1884, morta a Roma nel 1965. Si erano sposati nella capitale il novembre 1905. Il processo canonico per la beatificazione è incominciato il 5 novembre 1994 e si è concluso il 7 luglio 2001. La santità dei due nuovi beati è espressione di una vita vissuta nell’assoluta normalità. Non hanno fatto nulla di straordinario, ma sono vissuti in modo straordinario ogni giorno. Proprio per questo, presentano un ideale alle famiglie di oggi.
Il Papa nel discorso di beatificazione ha affermato: "Luigi e Maria sono espressione esemplare del popolo italiano, che tanto deve al matrimonio e alla famiglia fondata su di esso".
Cristiani convinti, sono stati fedeli al battesimo, pur essendo vissuti negli anni difficili della prima metà del secolo scorso. Coerenti con la loro fede e pieni di speranza, sono stati zelanti nell’esercizio della carità, dell’accoglienza, della solidarietà per ciascuno, facendosi promotori del bene e della giustizia. Il figlio, p.Paolino, ha offerto una testimonianza sul clima spirituale che si respirava in famiglia: quello soprannaturale, proprio delle tre virtù teologali, gioioso, sereno e non bigotto.
Luigi e Maria hanno vissuto tra le gioie e le preoccupazioni di tutte le famiglie di questo mondo, ma sono riusciti ad attuare un’esistenza ricca di spiritualità, alimentata dalla Parola di Dio, dalla preghiera e dai sacramenti, sviluppata dalla partecipazione attiva alle aggregazioni laicali, cioè agli elementi a disposizione delle più normali famiglie cristiane.
Così essi, con la loro vita, hanno dimostrato preziose verità: il cammino della santità, compiuto insieme come coppia, è possibile, è bello, è straordinariamente fecondo; il matrimonio non è un ostacolo alla santità, la quale non è affatto monopolio di alcuni privilegiati, ma è di tutti i battezzati; sacerdozio e matrimonio sono due sacramenti di pari dignità poiché valgono il sangue di Cristo e sono strumenti della sua grazia.
Non esiste in astratto una superiorità di un sacramento sull’altro: insomma la spiritualità degli sposi non è un surrogato di quella dei preti e delle suore.
"La dichiarazione della santità di Luigi e Maria – afferma il Papa – è una compiuta attuazione del Concilio, nella Chiesa è maturata l’ora delle famiglie".








