L'animazione missionaria nei seminari
Da questa pagina, ogni mese, nello "Spigolo per la Mistica", gli amici dei Saveriani hanno assiduamente seguito le profonde riflessioni di p. Amato sulla natura della missione e sul dovere di ogni battezzato a testimoniare la buona novella con la propria vita, partecipando così alla missione evangelizzatrice della Chiesa che invita tutti i credenti in Cristo ad annunciarlo al mondo.
Nella formazione dei sacerdoti di domani la Chiesa ha voluto inserire un periodo particolare di studio e di riflessione, affidando ai visitatori o animatori dell’Unione Missionaria il compito di incontrare i seminaristi in tutti i Seminari d’Italia per spalancare loro la mente, il cuore e i loro interessi al di là dei confini della parrocchia dove un giorno il loro vescovo li destinerà.
Domani saranno loro i primi animatori missionari della parrocchia, devono perciò abituarsi fin dagli anni della formazione a considerare il mondo come una grande famiglia e a conoscere ed amare i fratelli di tutti i continenti e di tutte le culture, di ogni razza e religione per essere in grado di dividere con loro il dono della fede ricevuta e tanti altri doni di cui è ricca la nostra e la loro umanità.
Non è solo propaganda missionaria quella dell’Animatore dei Seminari. Lo esige la Chiesa italiana che programma, con l’aiuto dei missionari, deicorsi e delle iniziative per i seminaristi affinché si sentano coinvolti nell’opera della missione. I missionari si fermano nelle Comunità formative del seminario per qualche giorno. Pregano e condividono esperienze con gli studenti e con i loro animatori. Incontrano i vescovi e i direttori dei Centri missionari diocesani. Visitano anche scuole e gruppi giovanili parrocchiali per educarli alla mondialità. Se ne partono con la certezza di aver seminato convinzioni più profonde sulla natura missionaria della Chiesa Locale e sulla necessità di "andare in tutto il mondo e di annunciare la buona novella a tutte le creature" (Mt 28).
Dopo sei anni di lavoro nei seminari, dalla Sicilia alla Lombardia e alla Sardegna, ho ottenuto il consenso dei miei Superiori di far ritorno in Sierra Leone, da cui mi aveva tenuto lontano la guerra civile che ha impedito ai missionari di continuare a spendersi per quelle popolazioni terribilmente provate. Si è missionari quando si parte per le missioni e lo si è in patria quando si lavora per far conoscere e amare i nostri fratelli lontani.
Sono perciò pienamente soddisfatto dell’esperienza di animazione missionaria fatta in Italia. E sono contento di ripartire per l’Africa.
- p. Vito Scagliuso - Animatore PUM.








