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I Paesi sicuri. Il Regno Unito ha iniziato le ‘deportazioni’ verso il Ruanda. Un migrante ha accettato la partenza a fronte di 3mila sterline come… buona uscita. In tutto, il piano sembra possa costare circa 500 milioni di sterline. Intanto, in Italia, la Gazzetta Ufficiale riporta la decisione del governo di inserire altri sei “stati sicuri” per i rimpatri di migranti, passando da 16 a 22 (mentre i centri in Albania restano in standby). Tra le new entry ci sono Egitto (con il caso Regeni non ancora chiuso) e Bangladesh (primo Paese di provenienza dichiarato da chi sbarca via mare). Gli altri sono Camerun, Colombia, Perù e Sri Lanka. La lista comprendeva già: Albania, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Capo Verde, Costa d’Avorio, Gambia, Georgia, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Nigeria, Senegal, Serbia e Tunisia. La prassi delle liste non è obbligatoria e cambia da paese a paese. La Spagna non la ha, quella tedesca si compone di 9 stati e quella maltese di 24.

AOn the night of May 11, we rescued 67 people from a wooden boat in danger of sinking in Maltese SAR zone. Later the same night, we rescued another 29 persons from a rubber boat in distress also in Maltese SAR zone. There was a total lack of coordination from Maltese authorities against their obligation  to provide assistance to boats in distress.ccuse infondate. “Dopo sette anni di false accuse, slogan infamanti e una plateale campagna di criminalizzazione delle organizzazioni impegnate nel soccorso in mare, cade la maxi-inchiesta avviata dalla procura di Trapani nel 2016, la prima che ha trasformato i soccorritori in taxi del mare e amici dei trafficanti”. L’ha ribadito in un comunicato Medici Senza Frontiere (MSF) coinvolta con altre ONG nell’indagine. “In questi anni, tutti i governi hanno investito enormi risorse sul boicottaggio dell’azione umanitaria, ma non hanno fatto nulla per fermare i naufragi e fornire vie legali e sicure a chi fugge attraverso il Mediterraneo”, dichiara Tommaso Fabbri, capomissione di MSF all’epoca dei fatti. “Salvare vite non è un reato, è un obbligo morale e legale, un atto fondamentale di umanità che semplicemente va compiuto. Basta criminalizzare la solidarietà!”.

Fronti aperti. Un nuovo ciclo di negoziati di pace tra il governo sud sudanese e il gruppo di opposizione non firmatario (NSOG) è stato avviato il 3 maggio a Nairobi, in Kenya, ultimo Paese di una lunga lista in cerca della mediazione decisiva. Purtroppo, però, sembra che il Sud Sudan sia lontano dal raggiungere la pace, la stabilità o la democrazia. Le elezioni, già rimandate, sono previste per dicembre.
Mahamat Deby Itno è stato dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali del 6 maggio in Ciad. Il principale avversario, il premier Succès Masra, ha ottenuto poco più del 18% dei voti, ma in un video ha rivendicato di aver vinto. Il voto è quindi contestato dall’opposizione anche perché i 2.300 osservatori elettorali che devono certificarne la regolarità hanno trovato difficoltà nel dispiegarsi in tutti i seggi del Paese.

p.6 Myanmar chiesa bombardataMyanmar: chiese bombardate. Bombardamenti aerei dell’esercito regolare birmano hanno colpito una chiesa cattolica e una chiesa battista nel villaggio di Lungtak, nello stato birmano Chin. In questa fase del conflitto - dati i successi militari ottenuti dalle forze della resistenza, in cui gli eserciti delle minoranze etniche si sono saldati alle Forze di Difesa popolare nel combattere la giunta militare al potere con il golpe del 2021 - l’esercito regolare birmano, per cercare di riguadagnare terreno, sta intensificando i bombardamenti aerei. Il risultato è colpire in modo indiscriminato i civili, case, scuole e chiese, aggravando la situazione umanitaria in molte aree della nazione.

Libia: il caos! Il suo mandato è durato 18 mesi e, come tutti i suoi predecessori, anche Abdoulaye Bathily, rappresentante speciale del segretario generale e capo della missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), ha gettato la spugna. È l’ennesima sconfitta delle Nazioni Unite che cerca di portare il paese alla stabilità. Il diplomatico senegalese ha denunciato “la mancanza di volontà politica e di buona fede da parte dei due leader libici che sono a proprio agio con l’attuale situazione di stallo, indifferenti verso gli interessi della popolazione; in queste circostanze, l’ONU non ha alcuna possibilità di agire con successo e non c’è spazio per una soluzione politica”. Nell’instabilità, pesano le crescenti interferenze di attori esterni (Turchia e Russia). Per Bathily tocca al Consiglio di sicurezza dimostrare unità “per costringere le parti interessate libiche e regionali a ripristinare l’unità e la legittimità delle istituzioni libiche attraverso un dialogo politico”.

L’iniziativa

Senzatomica

p.6 senzatomica inaugurazione bresciaLe continue minacce di ricorso alle armi nucleari hanno riportato al centro dell’opinione pubblica il tema della presenza e della proliferazione di tali ordigni. In questo contesto, la mostra “Senzatomica” ha l’obiettivo di far comprendere le conseguenze catastrofiche delle armi atomiche e propone al visitatore un viaggio alla scoperta di quello che è stato per riflettere sul presente. La mostra, realizzata grazie ai fondi dell’8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, è itinerante e farà tappa in diverse città italiane. Il percorso della mostra si articola partendo dai principi espressi nel Preambolo del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) che fanno da fil rouge guidando il visitatore. Il percorso propone una riflessione intima attraverso le esperienze dei sopravvissuti - gli hibakusha - una visita immersiva nei luoghi delle tragedie di Hiroshima e Nagasaki con la voce narrante di Carmen Consoli e la simulazione del lancio di una bomba atomica su Roma. Tutto questo in una versione totalmente rinnovata e rivista dal punto di vista contenutistico, grafico ed espositivo. Per info: https://senzatomica.it/mostra-senzatomica/

Le voci dalla missione

I vescovi filippini a fianco degli indigeni

p.6 indigeni AtiNel 2018 gli indigeni Ati avevano ottenuto dal Dipartimento per la riforma agraria un territorio di oltre tre ettari sull’isola filippina di Boracay, con la possibilità di sfruttarlo per l’agricoltura e l’allevamento. L’anno scorso, un provvedimento inaspettato ha annullato i certificati di proprietà fondiaria concessi in base ad una presunta inadeguatezza di quelle terre all’agricoltura. Inoltre, corpi di sicurezza privati hanno iniziato a recintare questi luoghi impedendo l’accesso ai nativi. La Commissione episcopale per le popolazioni indigene (ECIP) ha contestato la disposizione giuridica e richiesto un intervento alla Commissione per i diritti umani delle Filippine, anche perché diversi indigeni sono diventati sfollati. Mons. Valentin Dimoc, ha affermato: “Quei certificati sono stati concessi agli Ati dal governo e sono il risultato di un programma volto ad alleviare la povertà tra i settori emarginati, in particolare le popolazioni indigene. Gli Ati sono i legittimi proprietari dei terreni. Essi risiedono e coltivano la terra loro assegnata, producendo raccolti agricoli per il loro sostentamento”.
Le guardie private, poi, sono state inviate da promotori immobiliari che vedono nell’appropriazione di questo territorio un’occasione per realizzare progetti edilizi, in un’isola che è una delle più note mete turistiche nell’arcipelago filippino a livello internazionale. Il presidente di Caritas Filippine, mons. Jose Colin Bagaforo, ha dichiarato: “Il popolo Ati è stato amministratore di quel territorio per generazioni. Lo ha coltivato e reso produttivo. Il loro diritto alla terra riguarda i diritti dei popoli indigeni: invitiamo tutte le parti coinvolte a rispettarli”. Le spiagge e le acque cristalline di Boracay sono oggetto di un veloce sviluppo turistico a scapito degli abitanti originari.

Una storia speciale

La suora informatica

p.6 Mary Kenneth KellerMary Kenneth Keller è stata nel 1958 la prima donna ad essere ammessa al futuristico laboratorio di informatica della statunitense Università di Darmouth e nel 1964 la prima persona ad ottenere un dottorato in informatica negli Stati Uniti. Una storia straordinaria, ancora di più se si considera che era una suora.
Nata nel 1913, dopo aver frequentato le scuole delle suore della Carità della Beata Vergine Maria inizia a 19 anni il noviziato. Riconosciuta la sua propensione agli studi, insegna e, dopo la professione dei voti perpetui nel 1940, le è permesso di laurearsi in matematica a Chicago. All’ateneo l’incontro che le cambia la vita, quello con un computer: “Andai a vederne uno e non tornai più indietro”, ricordava. Spronava i suoi studenti a interessarsi ai computer, perché, diceva con lungimiranza, “non ci sono abbastanza persone in grado di usarne uno e presto sarà un’emergenza”. Fino alla morte nel 1985, il carisma pedagogico della sua congregazione non l’abbandona mai. Uno dei suoi meriti più importanti è stato il contributo allo sviluppo di un potente linguaggio informatico, il Basic, che tra gli anni ’70 e ’80 avrebbe permesso il boom dei personal computer. “Il computer - scriveva - mi aiuta ad esercitare due virtù: l’umiltà, perché gli sbagli non sono della macchina ma del programmatore, e la pazienza, nelle infinite operazioni di correzione degli errori nel codice informatico”.



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