Dedicato alla missione, Grande successo per il “Mission day”
La sigla “Mission day” è il risultato di un’intesa tra i vari istituti missionari presenti sul territorio vicentino per far vivere ad alcuni laici un’esperienza in terra di missione. L’incontro, indetto dagli associati, si è svolto nella sede dei saveriani di viale Trento. Vi hanno partecipato il vescovo di Vicenza, mons. Cesare Nosiglia, il direttore dell’ufficio missionario don Arrigo Grendene. Ha guidato l’incontro p. Luciano Bicego.
Gli iscritti al movimento sono tutti giovani, in un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, singoli o sposati. La dinamica dell’iniziativa è costituita da tre tappe annuali. La prima coincide con l’anno di preparazione. Durante la seconda tappa avviene l’esperienza in terra di missione. Nella terza, dopo il rientro, c’è la condivisione dell’esperienza e la possibilità di ripetere l’avventura.
“Grazie per la parola di Dio”
Mons. Nosiglia, nonostante i già numerosi impegni, ha esposto il suo programma missionario. A Pasqua si è recato in Brasile; in giugno andrà in Ecuador; durante l’estate parteciperà agli incontri dei giovani a Vienna e a Colonia. Ha anche rievocato le sue visite pastorali: i contatti con la magnifica natura e il dialogo con la povertà, che offre uno stimolo forte, verso i grandi valori missionari che insegnano a vivere ogni giorno il vangelo.
Ha ricordato che durante una celebrazione, una donna con il suo bambino in braccio aveva gridato: “Ringrazio voi di Vicenza, perché avete portato qui la parola di Dio!”. In quel luogo, dove solo le donne cristiane vanno in bicicletta, Vicenza ha costruito una scuola per 500 alunni, una chiesa, alcuni pozzi; ha fornito aiuti per l’agricoltura... Ma quella donna ha ringraziato per “la parola di Dio”, che dona la forza per stare in piedi e spinge alla promozione umana.
In tutte le missioni, quanti sacrifici compiono i cristiani per ascoltare la parola del Signore; quanti chilometri a piedi camminano, adulti e bambini, vestiti con vivaci abiti di festa! Qui in Italia, invece, si scarica il bambino dall’auto di fronte alla porta della chiesa...
Dona tu per primo!
Il vescovo ha offerto ai giovani un suggerimento, che vale anche per tutti noi: “Al rientro dalla missione, comunicate l’esperienza agli amici; salutate; dite alla gente, abituata a parole vuote, che qualcosa è cambiato. In Sierra Leone tutti salutano; qui invece la cerchia degli amici è strettissima; non si saluta. La fede va vissuta con buone relazioni umane. In una assemblea liturgica, durante l’offertorio, si sono mossi in cinquecento, portando un pollo, una saponetta, un casco di banane. In un paese vicentino, invece, in occasione della Cresima hanno reso omaggio al vescovo con la Messa del Perosi a quattro voci, ma i cresimandi erano distratti.
In Sierra Leone c’è un bel detto: “Se educhi una ragazza, educhi un popolo intero”. Infatti, in Sierra Leone e in Africa in generale, è la donna che manda avanti tutto; è il simbolo di vita impegnata e disinteressata. Impariamo anche noi a donare senza ricevere. Impara tu a dare per primo, anche se non ricevi.
Cambia te stesso e ti accorgerai di cambiare il mondo”.








