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Suor Carmela e i ragazzi di Ortueri

Suor Carmela Frau di Ortueri è stata sette anni missionaria in Paraguay. Appartiene alla congregazione delle “Sorelle dell’Immacolata”, approvata nel 1954 da mons. Emilio Biancheri, il vescovo di Rimini che mi ha cresimato. Sua sorella, suor Nicolina, ha fatto per 50 anni la maestra d’asilo nelle scuole materne in molti paesi situati lungo la via Emilia, da Rimini a Bologna.

A cavallo con l’abito bianco

La diocesi di Rimini aveva aperto una missione diocesana sul litorale di Caracas, in Venezuela, con don Aldo Fonti, prete fidei donum, mio compagno di seminario a Rimini. Suor Carmela è stata missionaria lì dal 1982 al 1986. La sera prima di partire aveva detto: “Il mio posto è dove il Signore mi manda, secondo il suo piano. Domani sarò lì. Il Signore fa nuove tutte le cose”.

A 70 anni, suor Carmela è partita di nuovo, nonostante le analisi mediche la sconsigliassero. Eppure, in cinque anni di missione non si è mai ammalata. Questa volta è andata a Chorè, in Paraguay, nelle storiche reducciónes dei gesuiti. Le reducciónes erano centri di promozione umana e di difesa degli indio contro le razzie dei coloni spagnoli e portoghesi. Dai tempi delle reducciónes la situazione non è molto cambiata. “Pensate che il vescovo cerca suore capaci di andare a cavallo! Da Asunción a San Pedro ci vogliono tredici ore di viaggio. Il nostro vestito bianco - racconta suor Carmela - diventa color rosa per la polvere...”.

Ad Asunción, una città nella foresta con tutti i problemi delle città tropicali, accanto alla casa per le sorelle, suor Carmela ha fatto costruire la grotta di Lourdes, per avere la protezione dalla Madonna Immacolata, e una chiesetta con Gesù risorto sulla croce, un tabernacolo e un ambone, opere del milanese Pistilli.

“Pochi, ma con tutto il cuore”

“I dettagli della Provvidenza di Dio ci sorprendono. Noi non arriviamo mai dove Dio arriva!”, esclama suor Carmela. È proprio vero. I ragazzi della V elementare di Ortueri, ora in prima media, sull’esempio della concittadina suor Carmela, hanno raccolto i loro spiccioli per solidarietà verso i bambini poveri. Su un foglio hanno scritto: “Con questi soldi vogliamo sfamare i bambini poveri. Anche se sono pochi noi li doniamo con tutto il cuore”. Seguono le firme: Silvia, Stefania, Gabriele, Anna Paola, Giovanna, Silvia, Alessia, Elena, Beatrice, Luca, Giampaolo, Gabriel, Marina.

Noi auguriamo loro che crescano in questa bella solidarietà verso gli altri ragazzi meno fortunati di loro. È una regola d’oro della vita. La scuola deve educarci a essere cittadini del mondo, per convivere nella pace e nella giustizia con tutti i popoli, come fratelli e sorelle.



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