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Da Salgari all’Indonesia, Educatori in erba e... in gara

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Abbiamo fatto gli studi di teologia a Piacenza. Il primo anno, rettore della comunità era p. Pacifico Fellini. Ogni tanto, la sera, il buon Pacifico portava un gruppetto di studenti, a turno, a casa d’una gentile signora che aveva un televisore. Correva l’anno 1954 e la RAI aveva iniziato le trasmissioni da pochi mesi.

Le scalate d’estate

L’austerità che guidava l’impegno nello studio era rotta dalle attività che svolgevamo nelle parrocchie. Trascorrevamo i mesi estivi in una miniera dismessa in valle Antrona, ai piedi del Monte Rosa. Indimenticabili le rischiose scalate compiute con il compagno di classe Angelo Costalonga, che è pentato un fotografo famoso. Superammo più volte i quattromila, con la vetta della Waismiss (prima spedizione saveriana) e la cima dello Stralhor.

Con l’ordinazione sacerdotale, com’è destino dopo ogni meta raggiunta, la classe si sciolse: chi ottenne subito la destinazione per le missioni e chi venne trattenuto in Italia per educare gli aspiranti saveriani o per fare animazione missionaria.

La formazione dei giovani

Ai padri Cima e Zanchi toccò Vicenza; p. Costalonga ed io fummo destinati alla casa di Alzano. Fu così che tra le due coppie iniziò la gara di chi portava in casa più ragazzi. Una lotta avvincente, che durò anni. Ma non bastava reclutare giovani; bisognava impegnarsi a istruirli e formarli.

La casa di Vicenza aveva un vantaggio: l'aiuto straordinario di quella cara persona che era la pittrice Rina Parolin, che ogni anno accompagnava dai saveriani alcuni dei suoi allievi. Sono una trentina i suoi discepoliche hanno raggiunto il sacerdozio. Tra questi anche p. Costalonga.

Non voglio rivelare chi tra le due coppie vinse la sfida. Solo posso affermare che oggi tra i saveriani, i bergamaschi (compresi i 23 che già hanno raggiunto il premio eterno) sono un centinaio. L’amichevole rivalità tra le due coppie finì nell’autunno del 1961, quando p. Zanchi salpò per il Brasile e p. Cima raggiunse il Congo.

Io coronai il mio sogno di missione quando, nell’ottobre del 1965, raggiunsi le isole indonesiane che avevo conosciuto sulle pagine del Salgari. Sulle spiagge e nelle foreste dei pirati della Malesia sono vissuto, in due periodi persi, per 15 anni. Sia lode a Dio.

I sacerdoti novelli (Dal giornale "Missionari Saveriani", marzo 1957)

Padre Ettore Fasolini, nato 25 anni fa. Se da piccolo non avesse letto i romanzi del Salgari con le avventure dei pirati della Malesia, forse ora avremmo un’ala sinistra in più nell’Atalanta, ma uno zelante missionario in meno. Ha un fratello missionario da vent’anni tra i padri passionisti in Tanganika.

Ma il Salgari gli ha messo in cuore anche un’altra passione: l’Indonesia. Per qualche anno rimarrà in Italia, tenendo compagnia ad altri commilitoni. Noi consiglieremmo a molti ragazzi di stargli lontano, se non vorranno rimanere contagiati dall’amore alla sua vocazione. È pericoloso.

Per saperne di più...

Tra le biografie scritte da p. Fasolini, consigliamo la lettura dei seguenti libri:

  • Le opere e i giorni - pertente racconto della vita di un figlio di Martinengo, fratel Giuseppe Nocenti, missionario in Cina e in Indonesia.
  • Amare con tenerezza - l’avventura di p. Giuseppe Arnoldi di Borgo Palazzo, missionario in Indonesia.
  • Un pirata di Dio - la vita di p. Angelo Calvi, cremonese per 44 anni missionario nell’arcipelago indonesiano.
  • Una lampada accesa - il servo di Dio p. Uccelli, missionario in Cina e a Vicenza.
  • Una lunga stagione d’amore - p. Pietro Spinabelli, parmense, missionario in Cina e Indonesia.

Questi libri, al prezzo di 10 euro, possono essere ordinati presso la "Libreria dei popoli", Brescia:

tel. 030 3772780 interno 2; e-mail: libreria@saveriani.it



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