Festa con amici a Tavernerio
Sono incontri di fraternità missionaria.
La casa saveriana di Tavernerio si è riempita due volte della presenza dei nostri amici. La prima, il 7 ottobre, con i benefattori italiani. La seconda, la domenica seguente, con i benefattori svizzeri. Sono state due giornate splendide per il bel tempo, ma ancor più per la carica di affetto che si è diffuso tra la comunità saveriana e gli amici.
Entusiasti della missione
Le parole di p. Rodolfo Ciroi hanno fatto conoscere, con franchezza e analitica descrizione, i problemi attuali della missione saveriana nelle isole dell’Indonesia, il paese musulmano più popolato del mondo, dove la presenza missionaria straniera, da sempre precaria, è oggi minacciata e ristretta.
Questi incontri annuali hanno lo scopo di riunire in una sola grande famiglia i missionari saveriani e i loro amici. La loro presenza è percepita come un'appartenenza alla stessa famiglia missionaria. Sono conoscenti, amici, benefattori e - vorrei dire - fan, cioè entusiasti della vocazione missionaria che essi esprimono partecipando alla vita saveriana con la preghiera, con il sacrificio, con l’aiuto sensibile e soprattutto con l’affetto.
Grazie, benvenuti tra noi!
La Messa è stata concelebrata dai saveriani partecipanti al corso d’aggiornamento. Loro stessi hanno servito il pranzo e organizzato alcuni momenti di intrattenimento con musica e canti. Così tutti hanno potuto conoscere volti nuovi, ascoltare altre esperienze e chiedere una preghiera per i propri cari sofferenti e malati. Nel corso del 2007, qualcuno ci ha lasciato, mentre nuovi volti si sono fatti largo.
Agli uni e agli altri vanno la nostra preghiera e riconoscenza. Ai nuovi arrivati diciamo: “Benvenuti tra noi! Siate portatori di serenità e di pace, in questa che deve essere la casa della fraternità e della pace. Grazie della vostra presenza. Fateci conoscere ai vostri amici e venite con loro a trovarci. Troverete sempre un buon caffé, e soprattutto tanti volti amici. Vi aspettiamo!”.
Anche il poco vale molto
I missionari si sono impegnati nelle parrocchie per trasmettere il messaggio di Gesù ai discepoli: “Andate, insegnate, battezzate, visitate i malati e curate gli infermi”. Si insiste che tutti siamo missionari. È vero. Non lo siete forse voi, papà e mamme, che conducete i vostri figli al fonte battesimale, impegnandovi a insegnare loro ad amare Dio e i fratelli? Lo stesso fanno i missionari, quando battezzano i catecumeni, raccogliendo i frutti del dono della fede a coloro che Dio ama e che diventano suoi figli adottivi.
Dio ha bisogno degli uomini per realizzare il suo disegno di salvezza per tutti gli uomini. Ha bisogno di noi. Altro che servi inutili! Ha avuto bisogno di pochi pani e di alcuni pesci per sfamare tanta gente che lo aveva seguito nel deserto. Con quel poco che noi possiamo offrire, lui sa sempre fare il miracolo.
Ma ha bisogno del nostro poco, che doniamo con amore, per salvare coloro che egli ama.








