Della Sierra Leone, il Paese che risulta all'ultimo posto della scala mondiale del reddito pro capite e dello sviluppo, per decenni non si è mai parlato a livello di opinione pubblica mondiale. Solo negli ultimissimi mesi, in seguito ad una guerra fratricida e ad un cumulo di stragi ed atrocità che non potevano più essere ignorate, il dramma di questo popolo ha cominciato a fare notizia.
La Pro Loco di Costabissara, invece, della Sierra Leone si interessa da tanto tempo assieme alla intera comunità civile e parrocchiale che rappresenta: questo perché ha sempre seguito con silenziosa ammirazione e con discreta solidarietà l'avventura umana, sacerdotale e missionaria, iniziata nel 1965, dal concittadino p. Giuseppe Lorenzato e dei suoi confratelli Saveriani. Sono lieta annunciare ufficialmente che il Consiglio direttivo della Pro Loco di Costabissara, per l'occasione in veste di giuria con giudizio inappellabile, ha conferito la targa di cittadino benemerito bissarese edizione anno 1998, al carissimo p. Giuseppe Lorenzato.
Come dire al nostro amatissimo urlante irrefrenabile "Padre Foresta", come lo chiamano i suoi confratelli Saveriani ed anche i suoi fratelli della Sierra. Amatissimo per la sua generosità che gli fa spartire tutto, anche la camicia. Urlante, perché mai contento di come vanno le cose, soprattutto se gli vengono in mente quelli che lui chiama i "signori della guerra e mercanti di morte", veri responsabili della tragedia, oppure se vede che chi deve essere educato non risponde agli aiuti e alle sollecitazioni che gli vengono rivolti.
Ne sanno qualcosa i Sierra Leonesi che, in atteggiamento composto, chinano la testa sotto le grandinate del Nostro ma sorridono, senza darlo a vedere, perché sanno che lui alla fine li aiuterà all'insegna dello stile delle migliori mani bucate. Irrefrenabile perché nessuna difficoltà ferma questo Tarzan fraterno e solidale che ama spartire anche il fascino e le insidie della foresta.
Aggiungo solo un piccolo segno che accompagna la targa, le più cordiali congratulazioni e un sentito ringraziamento a lui e ai confratelli Saveriani perché sono il segno visibile di un Dio invisibile che ama gli uomini e condivide la sorte dei più sfortunati.
Adelina De Boni