L’uomo è ancora troppo centrato su sé stesso e diffidente di Dio. Noi constatiamo che, anche dal punto di vista sociologico, tende, da una parte, a unirsi, a livello commerciale e politico, per essere più forte. Ma, dall’altra, accentua sempre di più la propria individualità, sentendo gli altri come concorrenti e una minaccia. Siamo ben lontani da un’umanità solidale, tesa al bene comune... Chi ci ha creato, ci dice che non c’è altra via se non quella che Lui ci ha tracciato. Anche noi cerchiamo di collaborare con tutte le persone e in tutte le occasioni per costruire unità: tra noi innanzitutto, con la diocesi, con i laici e anche con le autorità, quando è possibile. In particolare, lavoriamo con i giovani. Abbiamo organizzato un “forum” a loro dedicato, due giorni pieni con conferenze e dibattiti sulla necessità di disporre con equilibrio e saggezza del nostro corpo, per costruire un avvenire sicuro e positivo. È necessario preparare le nuove generazioni, anche africane, ad assumere la missione e a diventarne protagonisti.