Corrispondenza da: Burundi, Congo, Italia
Un pezzo di terra a chi non ne ha
Vedi un po' se questo articoletto trova una sua collocazione. Mi pare interessante come testimonianza, e anche segno di una comunità cristiana che vive. Nulla di più. Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare gli amici di Missionari Saveriani che mi hanno aiutato in questi due anni per soccorrere i fratelli miserabili, i poveri fra i poveri, donando loro dei pezzi di terra. Qualche cifra potrà suggerire l'entità dei soccorsi ricevuti e distribuiti. Ho calcolato che sono stati spesi circa 25.000 dollari.
Accanto a queste cifre più esteriori, c'è da conteggiare anche la realtà di giornate lavorative (almeno un centinaio), necessarie per procedere alla misurazione e alla distribuzione degli appezzamenti. Ho potuto contare sulla collaborazione gratuita di alcuni amici di qui, che hanno donato fatica e tempo ai loro fratelli. La speranza è che i beneficiari, rispettando gli accordi presi, per alcuni anni verseranno alla parrocchia di Ruzo un certo quantitativo di derrate per soccorrere gli altri bisognosi: è una specie di affitto o mutuo che pagano in cambio del dono ricevuto.
La speranza è che si formi una catena di bontà, tale da provvedere altri poveri ancora sconosciuti.
Una catena che è nata dalle pagine di Missionari Saveriani, per opera di tanti amici generosi e sconosciuti. I loro nomi sono scritti nel cuore di Dio.
- p. Pier Giorgio, Ruzo - Burundi
Dal Congo, dove non c'è pace
Mi trovo a Parma per controlli medici. Ho scritto quest'articolo e te lo mando credendo che ti possa essere utile per Missionari Saveriani e per i tanti amici che mi conoscono e che mi hanno spinto a scrivere qualche cosa del Congo. Era da tempo che non inviavo più nulla per Missionari Saveriani, e ciò è dovuto ad una certa pigrizia, ma anche ad un certo mio pudore nello scrivere del "mio".
In mezzo a questa guerra senza senso che da lunghissimi anni si continua a combattere, ho scelto di "scrivere" queste piccole storie di gente viva. Sono segni di speranza. Ma sono anche sogni di una pace che tutti vorrebbero al pi presto ma che sembra sfuggirci giornalmente di mano. La sofferenza è grande. Le paure sono ancora più grandi.
Le vittime innocenti ed "inutili" continuano ad essere tantissime.
E' nella preghiera che abbiamo trovato "consolazione", consapevoli totalmente del bisogno immenso del Dio della Salvezza. Non potendoci muovere e fare i consueti "safari" abbiamo dato spazio alla nostra grande creatività, organizzando continui e svariati incontri di preghiera, insieme alla nostra gente. E' stato molto bello e molto entusiasmante.
- p. Luigi Lo Stocco,Congo.
La preghiera è la cosa più preziosa
Ho gradito assai, l'immagine di p.Uccelli con la preghiera. Nelle mie povere preghiere siete tutti presenti. Il giornale Missionari Saveriani, dopo averlo letto, lo passo a due anziani infermi, da anni. Cordiali Saluti e auguri di buon esito nelle sue iniziative.
- Maria G. - Monticelli, Bs.
L'articolo "Sull'onda dell'0riente" mi è piaciuto
Ho letto il numero di Missionari Saveriani dedicato al Mercato Equo e Solidale e mi permetto di dirti le mie impressioni. Mi sono piaciuti e vedo utili: Consumare meglio per cambiare il mondo. Perché tanti africani in Colombia? Sull'onda dell'Oriente: la scoperta dell'inculturazione. E il Paginone tutto. Trovo poi divertente che p. Marino Rigon sia definito "sommo" traduttore di Tagore. Che Rigon si sia impegnato in un lavoro che "fa tremare le vene e i polsi" è encomiabile, ma evitiamo certi titoli. Naturalmente questo è solo il mio parere. Aggiungo che io sono amico di Rigon: "Amicus Plato, sed magis amica veritas". Cordialmente.
- p. Amedeo P. - Roma.
"Sull'onda dell'Oriente": non sono d'accordo
Sono alquanto stupito per l'articolo apparso sul vostro giornale "Missionari Saveriani" sotto il titolo "Sull'onda dell'Oriente" a firma di don Domenico Nava. Mi sono subito detto: partiamo da lontano per andare ad evangelizzare, cioè portare il Vangelo di Cristo, ritorniamo non "evangelizzati" con le loro diavolerie.
E' un invito che avete rivolto a tante famiglie italiane che possono sentirsi autorizzate a vivere una esperienza simile senza che voi abbiate considerato il loro grado di fede e il rischio di perdersi.
Non credo che il Beato Conforti sia contento della vostra pubblicità. Il rispetto per gli altri, cultura e religione compresa, non può e non deve essere condiscendenza per ciò che non è vero, non può e non deve farci dimenticare che il Battesimo ci chiama ad essere testimoni della verità, fino al martirio se fosse necessario.
- Roberto C. - Ladispoli, Roma.
Risponde Padre Ettore
Mi fa molto piacere sapere che il mio "antico" maestro ed educatore, p.Amedeo, abbia letto con gusto l'articolo "Sull'onda dell'Oriente", pubblicato su "Missionari Saveriani" nel numero di settembre. Gli anni da lui trascorsi nella missione del Bangladesh gli hanno insegnato molto sul come si può incarnare il Vangelo di Cristo nelle civiltà e nelle culture asiatiche.
D'altra parte mi spiace che il medesimo articolo abbia "scandalizzato" l'amico Roberto di Ladispoli, che con attenzione e simpatia legge anch'egli le nostre pagine. Vorrei assicurarlo che le "diavolerie" orientali, come lui le chiama, normalmente spingono missionari e cristiani a vivere ancora più profondamente la loro fede. A parte alcuni episodi eclatanti, subito ripresi dalla nostra televisione e dai giornali, in Oriente le grandi religioni tendono a vivere in corretta armonia e vicendevole accettazione ed apprezzamento.
Durante i 15 anni da me trascorsi in Asia, ho ricevuto frequenti visite di amici sacerdoti venuti dall'Italia. Posso tranquillamente affermare che tutti sono rimasti sorpresi ed edificati dallo zelo e dallo spirito che animano i fedeli di questi Paesi, come pure della viva partecipazione alle cerimonie, spesso organizzate con i seguaci di altre religioni.
Assicuro l'amico Roberto che tutti questi preti sono tornati alle loro parrocchie italiane più cristiani di prima e più ricchi di spirito e di zelo.
p. Ettore, sx.







