Congo, Oye (Congo, forza)!
Il secondo appuntamento per le delegate e amici è sempre quello della Quaresima. Una cinquantina di persone hanno risposto alla chiamata per ritrovarsi insieme e per riflettere su alcuni problemi della missione. Cagliari, Selargius, Carbonia, Cortoghiana, Villa san Pietro e Sardara erano i luoghi di provenienza.
Padre Paolo Maran ci ha fatto conoscere meglio alcuni problemi del Congo RD, anche attraverso un video in francese. All’inizio l’ex Zaire era proprietà personale di Leopoldo II, re dei Belgi. In questo Paese, popolato da gente pacifica (pescatori, agricoltori, allevatori) c’era una ricchezza da sfruttare, sia nel sottosuolo (minerali) che nelle foreste (estrazione del caucciù per equipaggiare auto e camion). Manda subito 16mila soldati che obbligheranno le persone a lavorare gratis per il padrone, fino a renderli schiavi e a punirli se non obbedivano. Poi arriverà l’indipendenza nel 1960. Ma gli Europei continueranno a farla da padroni e con Mobutu (al potere per oltre 30 anni) sarà la loro lunga mano nel “saccheggio” delle risorse. Ne faranno le spese (1964 e 1967) anche molti missionari, visti come “pietra d’inciampo” e quindi da eliminare. La storia ancora oggi continua con questi furti continui. Non dimentichiamo gli ultimi avvenimenti: crollo delle miniere con centinaia di morti, invasione delle milizie ruandesi... I missionari continuano a stare vicino alla gente, a farla sentire importante (tutti siamo figli di Dio) e a non perdere la speranza in un futuro migliore.
Poi, ecco il tempo per le confessioni, l’Eucarestia e il pranzo condiviso, preparato con amore da Patrizia, Angela, Rosaria e Ignazia. Un grazie a chi ha fatto il regalo della sua presenza e della sua amicizia.







