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La festa per il 25° compleanno degli Evo

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Giovedì 12 febbraio, presso la comunità dei Saveriani di Ancona, si è tenuto un incontro per celebrare i 25 anni dall'inizio degli E.V.O., il percorso degli Esercizi spirituali nella vita ordinaria.

Inaugurato proprio con p. Emilio Baldin nel lontano 3 dicembre del 2000 (nel giorno in cui la Chiesa ricorda san Francesco Saverio), il cammino degli E.V.O è un percorso che non si è mai interrotto ma che, al contrario, negli anni ha raccolto sempre più seguaci. Si sono succedute diverse guide, ma questo non ha ridotto l’attrattiva di una proposta che è di forte spiritualità, ma anche di introspezione personale, di ascolto della Parola e di discernimento.

L’obiettivo della serata, voluta da p. Emilio, era quella di riprendere i contatti con le decine di persone che hanno vissuto l’esperienza degli Evo, offrire un’occasione di incontro e lanciare alcune proposte per il futuro.
Ospite graditissimo della serata era un laico, Paolo Bertacchi, sposato, padre, fisioterapista libero professionista, proveniente da Parma. Un uomo semplice, spontaneo, ma con una profonda spiritualità coniugata con una vita fatta di ordinaria quotidianità, illuminata dalla presenza del Signore.

Paolo ha riconosciuto un Dio che si è manifestato e che si è incarnato (come ha ricordato più volte lui stesso) e una fede che per essere vera deve essere incarnata. Non a caso, ha ricordato più volte che l’aspetto esperienziale degli esercizi è quello che ti fa crescere e ti fa diventare strumento di amore.
Un tema toccato più volte è stato quello della resurrezione, centrale per un uomo che ha vissuto diverse prove importanti nella propria vita legate alla sofferenza e al dolore. Tutto questo ha permesso a Paolo di aderire alla sua personale chiamata a prendersi cura e a sperimentare come, nonostante tutto, il Signore stesso lo abbia sostenuto e gli abbia voluto bene.

Ciò ha spalancato le porte della fiducia in un Dio che non solo ci sceglie, ma che ci affida anche una precisa missione. Per ognuno è come un secondo nome che si scopre durante tutta la vita. Il Signore non smette mai di credere nella nostra capacità di sostenere quel ruolo. 
Una parentesi importante poi è stata riservata da Paolo all'Esame spirituale di coscienza: abituarsi a leggere i segni, cercando nei fatti quotidiani le risposte che Dio dà alle nostre preghiere.

È stato un incontro molto ricco, denso, fatto di ascolto, domande, condivisione e la facilità di entrare in sintonia e capirsi perché eravamo tutti frutti della stessa radice. Al termine, p. Emilio ha lanciato la proposta di continuare a vederci con una certa regolarità, una sorta di post Evo per tenere allenata la propria sensibilità spirituale. Come tutte le cose, infatti, se non si allenano poi si perdono, anche se chi ha imparato ad andare in bicicletta poi non lo dimentica più.



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