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Le delegate del nord della Sardegna si sono incontrate per alcuni giorni di riflessione nel Centro pastorale “San Guido Maria Conforti”, a Macomer. Dal 28 al 31 agosto hanno riflettuto sulla parabola del buon grano e della zizzania.

Perché il regno diventi realtà

Gli apostoli fanno finta di non capire e, ritenendosi una comunità di giusti e di perfetti, si avvicinano a Gesù in maniera imperativa e gli dicono: Spiegaci la parabola della zizzania nel campo”. Il tono è di chi non è d’accordo. E Gesù la spiega. “Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno.

Figli del Regno sono coloro che hanno accolto le condizioni perché il regno diventi realtà. Affinché questo avvenga ci vuole la conversione, la sostituzione di falsi valori che reggono la società, per accogliere i nuovi valori proposti da Gesù, cioè la condivisione, il servizio, e l’amore universale.

Lo scandalo di un messia trionfante

“La zizzania sono i figli del Maligno”. Con il termine “figlio” si indica colui che assomiglia al padre e questo nemico Gesù lo individua nel diavolo, che è il potere, il dominio, l’apparenza. “La mietitura è la fine di quest’epoca” - non la fine del mondo - “e i mietitori sono gli angeli”, cioè gli inviati del Signore.

E Gesù aggiunge, spiegando: “Come dunque si raccoglie la zizzania - quello che è tossico - e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine di questo tempo; il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali”.

L’espressione “scandalo” ricorre nello scontro tra Gesù e Pietro, quando Gesù gli dirà: “Allontanati da me che sei causa di scandalo” (cf Mt 16,23). Lo scandalo è dovuto all’idea di un messia trionfante, di successo, che non sarà quello che si manifesterà in Gesù. Quindi qui si riferisce a tutti quelli che vogliono il trionfo.

Chi sceglie la vita ha la vita

“E tutti quelli che commettono iniquità”. L’espressione è apparsa per quei discepoli che sono costruttori del nulla, aveva detto Gesù, perché annunciano il messaggio, ma non come espressione della loro vita, bensì usando il nome del Signore. Convertono gli altri, ma non hanno convertito se stessi. Gesù li considera come coloro che commettono iniquità, cioè coloro che costruiscono il nulla.

Gesù prende in prestito l’immagine del profeta Daniele e dice: “Li getteranno nella fornace ardente” - che significa la distruzione completa, simbolo di morte - “dove sarà pianto e stridore di denti”, un’immagine che indica la disperazione per il fallimento. In italiano possiamo usare l’espressione “strapparsi i capelli”, ha lo stesso significato.

Allora, sempre usando espressioni del libro di Daniele, “i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro”. Chi sceglie la vita ha la vita. È questo il significato di questa parabola: chi produce la vita entra nella pienezza di vita; chi è morto e ha prodotto morte sprofonda nella pienezza della morte.



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