Con l’amore rinasce la vita: Thailandia, l’altra faccia del paradiso
La Pasqua è un avvenimento importante nel cammino dei discepoli del Signore. Continuamente noi abbiamo l’opportunità di passare dalla morte alla vita, perché in ogni avvenimento passa l’amore di Dio, che lascia le impronte della sua misericordia.
Un’esperienza di questo tipo la troviamo nella testimonianza di due giovani fidanzati del Veneto, che hanno vissuto i giorni traumatici dello tsunami, mentre erano ospiti di un loro amico, p. Adriano Pelosin. Padre Adriano, originario di Loreggia (Padova), è un missionario del PIME e da venticinque anni si trova in Thailandia. Gli ultimi sette anni ha svolto la sua attività in una baraccopoli di Bangkok.
L’amicizia missionaria
Federica Zanardo, psicologa di Catene (Venezia), ha già fatto varie visite ai missionari sul campo. Il fidanzato Cristiano Cosma, un giovane di Loreggia, è amico di famiglia di p. Adriano, oltre che suo compaesano. L’estate scorsa il missionario era in Italia; con lui i due giovani maturano il progetto di una visita alla sua missione.
Il periodo natalizio offre la libertà dal lavoro per alcuni giorni: una bella occasione per vivere un Natale diverso. Il loro periodo di permanenza a Bangkok non è stato lungo, ma sufficiente per essere testimoni di tante tragedie umane e di degrado morale. Allo stesso tempo, sono stati testimoni di tanto amore che continua a infondere coraggio e speranza ai quei poveri che Dio ama, anche attraverso la solidarietà dei discepoli di Cristo.
Paradiso o inferno?
Bangkok è la capitale di una nazione con meravigliose bellezze naturali. Ma è anche meta per molti cittadini occidentali malati di turismo sessuale. Le baraccopoli della città sono un simbolo dell’altra faccia del paradiso, anzi, dell’inferno in terra: uno stuolo di bambini abbandonati e lasciati soli a fronteggiare la dura esperienza della sopravvivenza. Sono gli orfani di genitori morti per Aids, bambini e bambine rimasti soli perché le mamme o i papà sono in carcere per spaccio. Molti non sono neppure registrati all’anagrafe; alcuni hanno anche subito brutte esperienze di abusi sessuali.
In questo drammatico contesto, si inserisce l’amore di padre Adriano con il progetto case-famiglia. Ne ha costruite 14 in sette anni. Ora sta preparando la quindicesima, grazie anche al contributo del cardinale di Bangkok. Vi sono ospitati bambini e ragazzi di tutte le età, con i problemi più disparati: da chi ha pochi mesi di vita fino ai giovani diciottenni, comprese ragazze-madri che non vogliono abortire.
Le famiglie “allargate”
In queste case-famiglia, genitori con figli a carico si prendono cura degli sbandati, grazie al sostegno economico di p. Adriano che ha costruito o affittato per loro la casa e che si rende responsabile delle spese di queste famiglie allargate.
Padre Adriano è aiutato nel suo lavoro dalla missionaria saveriana Angela Bertelli, fisioterapista e infermiera. A Natale, hanno voluto presentare ai loro assistiti, per lo più buddhisti, la prova che “Dio è con noi”: il bambino Gesù. Nella presentazione, sono stati coinvolti anche Cristiano e Federica, che si sono uniti alla quarantina di collaboratori del missionario. In ogni casa-famiglia è stata celebrata la Messa e a tutti è stata data la grazia di baciare Gesù bambino.
Padre Adriano e suor Angela hanno fatto sapere a tutti: “Ora non siete più soli; Dio è con voi!”.







