Come le formiche…
Dall'Amazzonia, p. Ilario ci scrive una metafora della vita missionaria con le comunità della foresta. Anche le formiche ci insegnano qualcosa di bello!
Quando con la camionetta percorro le stradine della foresta per visitare le comunità, spesso assisto a un piccolo spettacolo. Il sentiero è attraversato completamente da una fila nera di formiche che va da un lato e da un'altra fila nera che va nel lato opposto. Le formiche quasi non si vedono, perché tutte trasportano un pezzo di foglia di manioca che le copre. Ho pena a passarci sopra con le gomme, ma...
Questo spettacolo mi fa sempre pensare alle comunità cristiane all'interno della foresta. Se ne vanno unite, lavorando con il loro prezioso carico di farina di manioca, di frutta, pepe e cacao. A me piace, perché vedo in questa attitudine tutta la loro forza e unione. Sono sparse e distanti, anche 100 chilometri. Ma la forza che le sostiene è la stessa.
Là, in una radura, c'è la cappella che li aspetta e accoglie. Là celebrano la vita e lodano il Signore. E quando qualcuno si ammala o è morso da un serpente, è la comunità intera che si preoccupa, che si dà da fare.
Noi siamo qui abituati a una chiesa di semplicità e povertà che ci pare molto vicina alla chiesa che Cristo ha pensato. Sentiamo fortemente il desiderio di un ritorno alle fonti evangeliche, dove l'uomo è posto al centro, così com'è. Ci sembrano lontane (non solo geograficamente) tante strutture che il tempo cancella.
La parabola del buon samaritano è per noi il modello costante della nostra azione. Cristo non dice forse "va' e fa' anche tu lo stesso"? Teniamoci uniti nella preghiera.








