Come l’avaro desidera l’oro…
Padre Pietro Uccelli aspirava alla santità con tutto il cuore: a una santità nascosta e per questo più gradita a Dio. Per i fedeli che incontrava desiderava la stessa cosa. Così scrive in una lettera: “Prego Gesù che la ricolmi di tutte le sue più celesti benedizioni e che la faccia santa. Aspiriamo alla santità come l’avaro desidera l’oro, l’affamato il pane e l’assetato l’acqua”.
Cosa intendeva p. Pietro per santità? La santità è la vita di Dio in noi e questa vita si manifesta con lo stile di vita di Cristo, cioè l’amore.
Parlando delle sue aspirazioni alla santità e incoraggiando a questo i suoi fedeli, così confida:
“Vorrei essere infiammato di santo ardore e così infiammare anche gli altri che si trovano con me. Voglio vivere solo per Dio e per il bene delle anime; e questo voglio sia il mio unico scopo. Amare Dio! Oh, se si comprendesse che cosa vuol dire! Le chiese si riempirebbero e affollati sarebbero i confessionali! Non più timori, non più ansie né il dubbio né la noia, ma solo gioia e pace. Di tutte le grazie che possiamo domandare, la più bella e la più utile è questa: l’amor di Dio. E quando riceviamo Gesù in Sacramento, allora non ci dobbiamo stancare di domandargli il suo santo amore, dichiarandogli che non vogliamo altra grazia che questa. Chi ama Dio non lo può offendere e, se non l’offendiamo, siamo certi che egli sul nostro capo verserà tesori immensi delle più elette grazie”.
Il punto di forza per un cammino verso la santità è da ricercare all’interno di noi stessi. La presenza di Dio in noi ci costringe a rinnovarci costantemente e a imitare gli atteggiamenti e i sentimenti di Gesù e a fare la sua santa volontà. In una lettera scrive:
“Non c’è ricco che non abbia il medico a sua disposizione, ma pochi che l’hanno in casa. Noi, più fortunati dei ricchi, possiamo avere il Medico dei medici non solo a nostra disposizione, non solo in casa, ma nel cuore. Questa grazia è grande e bisogna saperla apprezzare”.
Il cammino verso la santità ci porta a una meta irraggiungibile, perché la santità assoluta appartiene solo a Dio.
In questo difficile cammino di conversione c’è bisogno di una guida che ci accompagni nella scelta dei quei mezzi che meglio ci possono portare a Dio. Padre Uccelli consiglia quindi un direttore spirituale e una regola di vita. Ecco cosa ci dice:
“Sappia che una guida è necessaria, e i cristiani non la possono trovare che nel confessore ‑ direttore spirituale. A tutti poi è necessaria una regola di vita. Senza regola un’anima assomiglia a una nave in alto mare senza vela, senza timone, senza bussola e senza pilota; per inghiottirla non c’è bisogno d’una tempesta: il primo soffio di vento basta.
La regola invece concentra le forze, sia di resistenza sia d’azione; raffrena l’energia, ne dirige l’uso, ne impedisce la dispersione e conduce così alla vittoria”.







