Ci scrivono da: Bangladesh, Honduras, Italia
Sulla tomba dei missionari
Spero ed auguro tutto e a tutti bene. Andando alla nostra Domus di Boyra ho trovato il numero di aprile di “Missionari Saveriani”. Vorrei far sapere all’amica Nadia di Marostica che, letta la sua (sempre su quel numero di “Missionari Saveriani”), sono andato a recitare una breve preghiera presso la tomba del nostro p.Tedesco, morto così tragicamente. Mi sono unito, in qualche modo alla loro partecipazione per la perdita del caro padre. Ti mando un paio di foto scattate una settimana fa: nella scuoletta c’è un po’ di carestia di spazio, ma gli scolaretti si arrangiano. L’altra è per mostrare lo spelling delle prime lettere dell’alfabeto della lingua bengalese: accanto ad ogni lettera c’è la figurina di animali od oggetti che iniziano con lettera secondo l’ordine. Auguri di ogni bene e di sempre buon apostolato a tutti costì dello CSAM. Con un caro ricordo nelle preghiere ed un abbraccio. In Domino.
- p. Bruno Dri, Khulna
Il ricordo rimane vivo nel cuore
Sono un ragazzo di 26 anni e mi rivolgo a lei, perché forse può aiutarmi: desidero recarmi a visitare la tomba di p. Ugo Zambon morto nel 1996; ma non so in quale città sia sepolto. Ho conosciuto p. Ugo nel lontano 1985, durante il Campo Estivo organizzato dai Saveriani di Vicenza. Con lui ho trascorso solo alcune ore, ma i ricordi di quel periodo sono sopravvissuti negli anni, tant’è vero che ho comunicato con lui pochi giorni prima che morisse. Le sarei veramente grato se mi potesse aiutare a trovare il luogo in cui riposa.
- Ivano, Vicenza
Siamo letti in tutto il mondo
Scrivo per ringraziarvi del dono del libro “Una lampada accesa”: la biografia di p.Pietro Uccelli. Gradirei anche conoscere la vita del vostro beato Fondatore Guido M. Conforti. Riceverei volentieri anche le sue immagini per diffonderle qui in Honduras: da 15 anni vivo in questi poveri e lontani luoghi. Vi auguro un grande ed efficace lavoro missionario in Italia e nel mondo, e in tutte le vostre Comunità religiose e missionarie. Vi saluto con amicizia, stima, simpatia.
Francesco Di Pasqua, Honduras
Mi portate ricordi lontani
Caro giornale, ricordo dei miei sogni, come ti leggo volentieri; anche se ogni volta le lacrime mi impediscono, quasi, di leggerti ed il cuore si comprime forte forte dentro di me. Se pensi che la mia lettera possa giovare a qualcuno, pubblicala in una tua pagina, ma senza il mio nome: lo sai tu, e basta, nessun altro deve conoscerlo. Un abbraccio.
- Un “vecchio” Saveriano
Non cestinerei mai il suo giornale
Ho ricevuto il suo appello per verificare quanti, tra chi riceve il suo giornale “Missionari Saveriani”, riesce a leggerlo, invece di inflazionare il ricorso alla spazzatura. Personalmente non riesco a cestinare nemmeno la pubblicità, figuriamoci una Rivista che considero una parte integrante della mia personalità, di quello che sono, di quello che penso, dell’insieme dei valori in cui posso e devo riconoscermi. Ho seguito e seguo ancor oggi, non più con assiduità di quando ero un uomo libero, i rinnovati appelli all’impegno, cercando comunque per piccoli passi di rimanere fedele a quella scelta che, da ragazzo, speravo fosse il solco su cui avrei giocato la mia vita. In realtà ora, di giorno in giorno, verifico di avere una vita venduta, non tanto al lavoro, quanto, piuttosto, ai ritmi di un lavoro, che tuttavia, più di altri, mi consente di mantenere la mente libera. Se possibile gradirei continuare a ricevere il vostro giornale.
- Enrico, lettera ricevuta via E-mail
Fateci sapere il cambio di indirizzo
Innanzitutto mi complimento con voi per il giornale che puntualmente viene inviatomi, e che volentieri accolgo, leggo ed apprezzo. Desidero comunicarvi il mio nuovo indirizzo a cui spedirlo.
- Antonio B. – MI
Risponde Padre Ettore
Anche se, nella malaugurata ipotesi, la metà delle famiglie che ricevono “Missionari Saveriani” dovessero cestinarlo senza neppure liberarlo dal cellofan che lo custodisce nel suo viaggio verso le vostre case, rimarrebbero ancora più di 50 mila famiglie e gruppi diversi che il giornale lo aprono e vi danno un’occhiata. Un bel numero di persone, davvero.
E questa congettura ci incoraggia a continuare nella nostra dolce fatica.
Siamo comunque grati a coloro che ci notificano tempestivamente il cambio di indirizzo, come pure l’eventuale decesso di un vecchio abbonato.
Alla lettera del “Saveriano nostalgico” ho risposto personalmente, come era logico fosse. Ma anche voi lo potete conoscere più da vicino leggendo quanto da lui scritto e che viene pubblicato a pagina 3 di questo numero di “Missionari Saveriani”. Sempre uniti nella preghiera e nell’affetto
p. Ettore, sx.








