Vivere la “famiglia” con i Saveriani
Che ci fanno tante famiglie con i loro figli anche piccoli, nella Casa dei missionari Saveriani? Rivolgiamo questa domanda ad Imerio, un marito e papà, che partecipa attivamente agli incontri mensili che si tengono alle "Missioni Estere" di Vicenza. Da due anni infatti è nato il Gruppo di formazione missionaria per coppie il cui scopo è di preparare i membri ad essere animatori missionari nell'ambiente in cui vivono.
Quanti siete e ogni quanto vi incontrate?
Siamo quasi una ventina di coppie, provenienti da varie parrocchie del vicentino e di altre diocesi del Veneto. Ciascuna ha un'esperienza di vita molto diversa alle spalle. Tra di noi c'è chi lavora a casa, chi in fabbrica, chi insegna e chi fa la libera professione, chi ha una famiglia numerosa da sfamare e chi ha un solo figlio, chi ha fatto esperienza in parrocchia e chi si è spinto fino alle missioni in Africa o Amazzonia.
Tutti noi siamo sono accomunati da un unico desiderio: accogliere la parola di Dio e metterla in pratica, vivendo la reciprocità e l'apertura alla mondialità.
Qual è il vostro itinerario formativo?
Ogni incontro ha come "icona" un brano del Vangelo; il lavoro dell'intera giornata ha lo scopo di cogliere attraverso conversazioni, confronti ed esperienze, come poter tradurre la Parola di Dio nella propria vita quotidiana. È stato coniato anche uno slogan: ''Vivere la Parola di Dio per comunicare ed essere più famiglia e coppia". La giornata inizia alle 9 del mattino presso le "Missioni Estere" .
I padri Luciano e Vincenzo sono i nostri animatori, coadiuvati da un piccolo gruppetto di laici missionari che sono già stati nel Terzo Mondo. A metà mattina c'è sempre l'esperienza di una coppia di sposi che narrando il loro modo di vivere ci rende visibile come vivere il Vangelo nel 2000. Alle 13.00 tutti a tavola, grandi e piccini, laici e religiosi, cuochi e babysitter.
Una grande tavolata dove tutti si danno da fare e che fa respirare quel bel clima di convivialità che si trovava nelle nostre famiglie di qualche anno fa.
Qual è la caratteristica di queste giornate in cui vi incontrate?
All'inizio eravamo estranei uno all'altro. Ma è incredibile il clima di amicizia, di trasparenza, di intesa e di disponibilità che si è creato e che ha contrassegnato questi incontri fin dall'inizio. Questo viene anche facilitato dal fatto che i nostri figli, affidati ad alcuni educatori, vivono la "loro" giornata educativa e di gioco a parte. Alle 15.00 concludiamo con l'Eucarestia, o meglio apriamo il nostro cuore con nuovo entusiasmo sulla missione del nostro quartiere o parrocchia.








