Chiamati in prima persona / 1
SUD/NORD NOTIZIE
Sguardo africano
Burkina Faso: transizione. Dopo la caduta del potere, durato 27 anni, dell’ex presidente Blaise Compaoré, e l’insediamento di una giunta militare, è stato designato il presidente ad interim del Burkina Faso. È il diplomatico Michel Kafando, scelto da rappresentanti politici, militari, della società civile e delle diverse fedi religiose del Paese. La nomina di Kafando è stata preceduta dall’approvazione della Carta di transizione che ha posto le basi per il ritorno del potere nelle mani dei civili. Le elezioni presidenziali e legislative sono previste per novembre 2015.
• Mozambico: elezioni contrastate. Gli osservatori internazionali hanno definito le elezioni del 15 ottobre giuste, libere e trasparenti, ma non tutti condividono questa valutazione. Filipe Nyussi è stato ufficialmente dichiarato vincitore con il 57% dei consensi ed è il nuovo capo di Stato. Si conferma così al potere il partito Frelimo (ciò avviene fin dall’indipendenza). Intanto, dopo mesi di acceso conflitto e instabilità, molte famiglie di alcune zone hanno preferito rimanere nei campi profughi o nascoste nella foresta, in attesa di sapere se la pace sarà duratura.
• Sierra Leone: dalla manioca all’Ebola. Poche settimane fa era un campo di manioca, oggi è una città composta da quattro enormi tendoni circondati da tende più piccole e costruzioni di mattoni, separate da recinzioni arancioni e costellate di sedie viola. È l’ultimo dei centri che l’ong Medici Senza Frontiere (MSF) ha allestito per il trattamento dell’ebola non lontano da Bo, seconda città della Sierra Leone. Il centro, spazioso e ben organizzato, è fornito di pavimenti e tende pesanti per resistere ai sette mesi di stagione delle piogge nel Paese. Il virus Ebola non è stato ancora sconfitto.
Statistiche e Nobel
• Trattato sul commercio di armi. Sono state superate le 50 adesioni necessarie perché il Trattato sul commercio delle armi possa entrare in vigore. Ciò avverrà entro il 25 dicembre. Hanno firmato ma non ratificato gli Stati Uniti, mentre continuano a opporsi soprattutto Cina, Canada, Israele e Russia. Le norme prevedono controlli su munizioni e componenti d’arma e proibiscono agli stati contraenti di garantire forniture a paesi colpiti da embargo o responsabili a vario titolo di crimini contro l’umanità.
• Campagna per la dignità. È attiva “I Belong” (“Appartengo”), campagna promossa dall’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Acnur) per lottare contro la piaga dell’apolidia e cancellarla entro il prossimo decennio. Sono ancora dieci milioni le persone nel mondo a cui è negata una cittadinanza. Un terzo degli apolidi sono bambini e la categoria più colpita è quella delle minoranze etniche. Agli apolidi sono negati i diritti all’istruzione e alla sanità. Il programma dell’istituzione Onu stabilisce che nessun bambino dovrà più nascere apolide e che la discriminazione tra uomo e donna andrà cancellata dalle leggi sulla nazionalità.
• Due Nobel per la pace. (nella foto sopra) La commissione norvegese per il premio Nobel ha attribuito il riconoscimento per la pace a Kailash Sathyarthi e Malala Yousafzai “per la loro lotta contro lo sfruttamento dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i minori all’istruzione”.
Il sessantenne indiano Sathyarthi, a capo del Movimento per la salvezza dei bambini, da 30 anni lotta per la salvaguardia dei minori sul lavoro. Lo sfruttamento dei minori nel mondo del lavoro è un fenomeno che acquista spesso forme di vera schiavitù, anche per connivenze o disinteresse delle autorità da lui denunciati.
Malala è la diciassettenne pachistana che un sicario talebano cercò di assassinare due anni fa a Mingora proprio per l’impegno a favore dell’educazione delle giovani pachistane. Malala ora risiede a Birmingham e prosegue nei suoi studi e nel suo impegno civile.







