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La nostra vita, possiamo dirlo, non è solo un trascorrere di giorni che uno dopo l’altro scorrono davanti a noi e che, quando ci pensiamo, sono già scappati. Corriamo e corriamo come se dovessimo raggiungere un traguardo. Tuttavia ci siamo ritagliati un momento per andare al cimitero o nel luogo conosciuto come camposanto, dove riposano tutti coloro che ci hanno amato.

La Chiesa definisce il 2 novembre la “Commemorazione” di tutti i fedeli defunti. Commemorare si può tradurre come “ricordare”, ma la parola commemorare vuol dire cum-memorare, cioè “ricordare con”. Il ricordo è espressione dell’anima, si rivive la vita, gli attimi passati assieme nel dolore e nella gioia. La nostalgia entra in ciascuno di noi, ci consola e ci fa stare meglio. Come segni esterni del nostro affetto abbiamo ripulito bene la tomba, abbiamo portato anche dei fiori e nel silenzio, che caratterizza questo luogo, abbiamo sussurrato un “l’eterno riposa dona a loro, o Signore e, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace con Te, nella luce del Paradiso”.

Papa Francesco, dopo aver benedetto le tombe del cimitero di Roma ha concluso dicendo: “Conforta quanti sono nel dolore del distacco, con la certezza che i morti vivono in Te e che anche i corpi, affidati alla terra, saranno un giorno partecipi della vittoria pasquale del tuo Figlio. Tu, che sul cammino della Chiesa hai posto quale segno luminoso la Beata Vergine Maria, per sua intercessione sostieni la nostra fede, perché nessuno ostacolo ci faccia deviare dalla strada che porta a Te, che sei la gloria senza fine. Per Cristo Nostro Signore. Amen”.

Nei cimiteri della Puglia i Saveriani hanno sepolto due confratelli nelle tombe della loro famiglia. Ci siamo recati a salutare p. Cosimo Corigliano nel cimitero di Fragagnano e p. Michele D’Erchie a Montemesola.
I missionari della comunità saveriana di Taranto, come promesso, per ogni Celebrazione Eucaristica del mese di novembre hanno indicato nell’intenzione tutti i vostri e nostri cari defunti (familiari, parenti e amici).



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