Che cosa ti è successo, Europa?
Dal discorso del Papa al conferimento del premio Carlo Magno (Roma, 6 maggio 2016)
"La capacità di rialzarsi appartiene all’anima dell’Europa, tentata di cedere agli egoismi, di guardare al proprio utile. Un’Europa decaduta, che si va “trincerando”. Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà, terra di poeti, filosofi, artisti, musicisti, letterati? Che cosa ti è successo, Europa madre di grandi uomini e donne che hanno saputo dare la vita per la dignità dei loro fratelli?
Proprio ora, in questo nostro mondo dilaniato e ferito, occorre ritornare a quella solidarietà e generosità concreta. I progetti dei Padri fondatori, ispirano, oggi più che mai, a costruire ponti e abbattere muri.
Capacità di integrare.
Non basta il solo inserimento geografico delle persone, ma la sfida è una forte integrazione culturale.
Capacità di dialogo,
che implica un autentico apprendistato, un’ascesi che ci aiuti a riconoscere l’altro (lo straniero, il migrante, l’appartenente a un’altra cultura) come un interlocutore valido, un soggetto da ascoltare, considerato e apprezzato. Armiamo la nostra gente con la cultura del dialogo e dell’incontro.
Capacità di generare.
Come possiamo fare partecipi i nostri giovani di questa costruzione quando li priviamo di lavori degni? Se vogliamo un futuro di pace puntiamo sulla vera inclusione. Alla rinascita di un’Europa affaticata, può e deve contribuire la chiesa, chiamata ad andare incontro alle ferite dell’uomo, portando la misericordia di Gesù, consolante e incoraggiante.
Sogno un’Europa giovane, capace di essere ancora madre: una madre che abbia vita, perché offre speranze di vita. Sogno un’Europa che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti".








