Camerun: Con il cuore che batteva forte
Sono il primo di dieci figli. La mia famiglia vive a Douala, in Camerun. Terminati gli studi superiori, ho iniziato a lavorare. Come è nata la mia vocazione missionaria? Non è facile per me rispondere. Certamente non ho mai sentito la "voce fisica" di Dio, come aveva sentito il giovane Samuele, stando al racconto della Bibbia. La mia vocazione è nata nel corso della vita, non in un istante, ma gradualmente.
Da ragazzo, osservavo attentamente come si comportavano e cosa facevano i gesuiti e i sacerdoti della mia parrocchia. Ho partecipato attivamente alle attività organizzate dai gruppi giovanili, specialmente a servizio dei poveri e dei malati. Tutto questo mi ha aiutato a comprendere la chiamata del Signore, fino a decidere di conoscere una congregazione missionaria.
Posso dire che il Signore mi ha chiamato in mezzo a tutto ciò che accadeva nella vita attorno a me.
Ho conosciuto i saveriani nel 1997, a 22 anni. Me lo aveva consigliato il gesuita p. Jean, mia guida spirituale. Ricordo il primo incontro come se fosse ieri. Era un sabato pomeriggio, quando mi sono incamminato verso la casa dei saveriani a Douala, con il cuore che batteva forte. Ho suonato il campanello. Ad aprire è venuto p. Carlo Girola. Da quel momento è iniziato il mio cammino di formazione missionaria con i saveriani, fino al 4 luglio scorso, quando sono stato ordinato sacerdote a Douala, insieme all'altro saveriano camerunese p. Richard. Dalla fine di agosto sono ad Arandas, in Messico, come animatore vocazionale tra i giovani. Un'attività che svolgo con molta gioia.








