Brasile, terra di saccheggio
II problema del Brasile è economico e politico, ma è soprattutto etico. L'economia di questo Paese grande e ricco è stata sfruttata perché era considerata una "terra di saccheggio".
Arrivarono in molti. Primi fra tutti i portoghesi, poi i francesi, gli inglesi, gli olandesi; infine, all'inizio del secolo passato, tedeschi, italiani, polacchi, giapponesi... Non erano interessati alla popolazione, ma a far fortuna, ad arricchirsi e a tornarsene a casa.
II Brasile è stato preso d'assalto dalle multinazionali, che rimangono là finché fa comodo.
II potere interno, più che difendere il cittadino, fa i suoi interessi e aumenta la corruzione, l'insicurezza, l'ingiustizia, la violenza. In questa situazione, nascono gli avventurieri politici, i salvatori della patria, che riempiono il popolo di sogni e di speranze...
A rendere più drammatica la situazione è il deterioramento etico. Ognuno cerca di arrangiarsi.
Si moltiplicano le leggi, ma diminuiscono gli esecutori. Comanda chi può. Vale il diritto del più forte, la legge della foresta. II povero diventa sempre più povero e sempre più indifeso. E spesso, per sopravvivere, vive un suo codice parallelo.
Perfino in campo religioso la gente, che si dice in gran parte "cattolica", ha le sue vie, la sua maniera di vivere, la suareligiosità. Inventa la sua religione, intona i suoi canti e le sue danze; fa leggi per il suo quartiere e arriva a farsi giustizia con le proprie mani, perché non riesce più a fidarsi di nessuno.








