Il sogno di S. Guido continua, L’ospedale di Zhengzhou, Cina
Il 6 aprile è venuto a trovarci il cardiologo Francesco Naccarella dell'Euro-China Health Care Research Center, una società non-profit che si occupa della formazione di medici cinesi alla medicina occidentale. Ci ha portato il video sul centenario dell'ospedale di Zhengzhou, in Cina, fondato nel 1912 dal vescovo saveriano mons. Luigi Calza.
Cento anni di storia
Il professor Naccarella ha raccontato che da ragazzo era già venuto a San Pietro in Vincoli con i ragazzi della sua parrocchia e si ricordava ancora di p. Ildo Chiari. Nel 2012 l'ospedale ha compiuto 100 anni e la televisione cinese ha trasmesso un servizio sulla sua storia. Era stato distrutto dai giapponesi, ma la città lo ha ricostruito e sviluppato tanto da essere ora un'enorme e moderna struttura.
Il governo locale ha celebrato il centenario con spot televisivi che, tra l'altro, mostrano una croce che scende sul mondo e lo staff dell'ospedale in visita alla tomba di mons. Calza. Nella veglia missionaria p. Luigi Menegazzo ha commentato: "La fede di quest'uomo non è stata scalfita da nessuna tragedia, da nessuna ideologia, da nessuna espulsione. Era il missionario disegnato nel cuore di san Guido Conforti!".
Un convegno per ricordare
Il 20 aprile nel duomo di Berceto (PR), il professor Naccarella ha parlato con p. Augusto Luca di mons. Luigi Calza, nel centenario della sua consacrazione episcopale e della fondazione dell'ospedale di Zhengzhou.
Alla fine del convegno commemorativo è stato distribuito il volume della serie "Parma nei secoli" su Luigi Calza vescovo di Zhengzhou e le suore Giuseppine cinesi, scritto dai saveriani p. Augusto Luca e p. Ermanno Ferro, per far conoscere la storia dei saveriani nella missione nell'Henan occidentale cinese.
Con la pistola alla testa
"Se avessi avuto paura di morire, non sarei venuto missionario in Cina", aveva risposto mons. Luigi Calza a un soldato che gli aveva puntato la pistola alla testa, durante i terribili momenti della guerra interna del 1925-1926. La testimonianza di questo primo vescovo saveriano, morto e sepolto in Cina nel 1944, è ancora viva tramite l'ospedale che egli aveva costruito.
II nome cinese di mons. Luigi Calza (Jia Shiyi) mi ha fatto ricordare quello di p. Angelo Lampis, che in cinese era stato tradotto con "Luminoso" (Loei ming leang) e del romagnolo p. Alfeo Emaldi che chiamavano "Padre buono" (Gen mantè) e che si era tagliato la lingua per non rivelare i nomi degli iscritti alla Legio Mariae.








