Vite che si fanno missione
È rientrato da Chaaria (in Kenya) il nostro amico dottor Adolfo Atzeni di Guasila. Fa parte del gruppo degli ex apostolini saveriani, essendo stato a Cagliari negli anni ‘69-70.
È il terzo anno che presta il suo servizio nell’ospedale in Kenya, dove era stato invitato da un ortopedico di Cagliari che era in contatto con la congregazione del Cottolengo, che lavora e testimonia l’amore di Dio per i fratelli in questa parte dell’Africa. Vi è rimasto per 20 giorni, soprattutto lavorando come dentista. La gente del posto è stata molto riconoscente ed accogliente. In più, il parroco lo ha presentato durante la Messa della domenica e, come succede di solito, ci sono stati dei momenti di gioia che lo hanno fatto sentire a casa.
Normalmente, parlava in inglese e si faceva aiutare da un traduttore per farsi capire meglio dalla gente. Lo hanno colpito molto la semplicità delle persone che avevano bisogno del suo aiuto e della sua competenza e poi i bambini sempre sorridenti, come in tutta l’Africa. Insieme ad altri due colleghi di Cagliari, hanno fatto del loro meglio per aiutare le persone, anche dedicandosi alla formazione dei medici e infermieri locali. Certo, i mezzi non erano molti, ma questo li ha aiutati a sapersi destreggiare, perché le urgenze erano tante. Infine, l’atteggiamento di quando si va in Africa deve essere quello di adattarsi alla vita che vive la gente, senza tante comodità (fare la doccia con l’acqua fredda, avere luce con le batterie…) e accontentarsi del cibo che c’è (molto riso). Soprattutto, bisogna mettersi in ascolto delle persone. Adolfo ci confida che è stato molto contento di questa esperienza e la consiglia a tutti, soprattutto ai colleghi medici e infermieri. È disponibile ad aiutarli (convincerli) a dedicare un po’ di tempo a questa missione, perché è più ciò che ha ricevuto di ciò che ha dato.
Il Signore ha una memoria di ferro
Ciao a tutti, siamo Remedina e Francesco, ci conosciamo da 47 anni e siamo sposati da 42. Il nostro amore ci ha regalato gioie e dolori, come per molte famiglie. Dopo il matrimonio è nata Chiara, una bellissima bimba, una gioia immensa. Abbiamo la gioia e la fortuna di vederla crescere sempre più premurosa, affettuosa, rispettosa e amorevole in famiglia e con tutti.
Poi è arrivata, come un fulmine a ciel sereno, la malattia che ha messo a dura prova la nostra vita, ma consolidando e rafforzando il nostro amore. Francesco e Chiara sono sempre presenti. Ci aiutiamo nelle difficoltà della vita e io non posso fare altro che ringraziarli e affidarli al Signore, perché lui tutto vede, e io dico che il Signore non ha taccuino e penna ma ha una memoria di ferro. Il Signore conosce tutti i suoi figli e non dimentica nessuno. La fede è sempre presente, il Signore e la Madonna sono sempre con noi.
Abbiamo avuto la fortuna di avere in visita pastorale il nostro Vescovo, mons. Roberto Carboni, e di accoglierlo anche nella nostra casa, con il suo segretario e i ministri dell’Eucarestia. Accogliere il Nostro Vescovo è stato come accogliere Nostro Signore, una gioia immensa. Offriamo al Signore e alla Chiesa la nostra vita. Grazie Signore per tutto ciò che ci regali (Remedina).







