La truffa elettorale
Le organizzazioni della società civile parlano “delle elezioni più fraudolente di sempre”. Il 15 ottobre, giorno delle elezioni politiche in Mozambico, era l’opportunità per il paese di dimostrare, prima di tutto a se stesso, a che punto era il processo democratico e, soprattutto, se era davvero pronto per la pace. Invece, si è rivelato un’ennesima opportunità fallita, con responsabilità pesantissime del Frelimo, che ha affossato in un solo colpo il terzo accordo di pace in pochi anni. La truffa era già stata organizzata mesi prima, comprando i voti dei poveri regalando magliette, cappelli, bici e moto... Si sono ricattati gli anziani con la minaccia di ritirare loro il sussidio di anzianità, negando le credenziali a 3.200 osservatori della società civile, molti dei quali proposti dalla chiesa.
Proprio la chiesa è stata soggetto attivo nel processo di osservazione elettorale attraverso le commissioni di Giustizia e Pace. Qui a Chemba, ho coordinato il lavoro di quattro osservatori che hanno accompagnato le fasi di censimento elettorale e di campagna elettorale. Nel nostro distretto è successo quello che si è verificato in tutto il territorio nazionale: elettori che entravano nel seggio con decine di schede già votate a favore del Frelimo, urne elettorali scambiate prima della fase di spoglio, elettori dell’opposizione i cui nomi non comparivano nelle liste. Così, dopo le intimidazioni, ecco la frode sistematica. Il Frelimo vince col 73%, si impone in tutte le 12 regioni del paese e, di fatto, annulla l’opposizione in parlamento. Così, la pace continua a essere lontana in questo angolo di Africa.







