Bergamo: una missione, tanti volti. Il convegno della diocesi
La chiesa di Bergamo (930 mila fedeli, 389 parrocchie) ha celebrato il suo 88° convegno missionario diocesano, il 9° per i ragazzi. Sabato 3 e domenica 4 aprile, vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici si sono ritrovati nella vasta aerea dell'oratorio di Colognola per celebrare la vocazione missionaria universale della chiesa.
Diamo i numeri!
Dei 20 vescovi viventi di origine bergamasca, ben 15 vivono nei territori di missione: Colombia, Malaysia, Vietnam, Papua Nuova Guinea, Malawi, sei in Brasile, tre in Bolivia. Sette provengono da congregazioni religiose (Monfortani, Scalabriniani, Consolata, Sacra Famiglia, Pime, Cappuccini); otto dal clero diocesano.
Sono circa 800 i missionari e le missionarie sparsi in tutti i continenti, nella stragrande maggioranza religiosi. Una cinquantina i laici, uomini e donne. Anche i saveriani e le saveriane contano un bel numero di bergamaschi: circa ottanta. Sono un centinaio i sacerdoti diocesani a servizio delle missioni o nelle diocesi più povere di clero. Da 50 anni la diocesi ha una missione in Bolivia, e altre due più recenti a Cuba e in Costa d'Avorio.
Chi è partito, chi è rimasto
Ancora una volta, il convegno ha voluto ricordare a tutti che la missione non è una parola vuota, ma una storia concreta, una storia dalle radici antiche, profonde e robuste. Storia fatta da coloro che sono partiti, ma anche da coloro che sono rimasti, e dalle retrovie hanno garantito nuove vocazioni e aiuti preziosi. Il direttore del centro missionario, don Giambattista Boffi, ha ricordato che due terzi della popolazione bergamasca ha legami di parentela con uno o più missionari. Anche le retrovie hanno la loro consistenza.
Il convegno, tracciando la mappa della missionarietà della diocesi, ha voluto riscoprire i segni della missione che sono all'interno di ogni parrocchia. Lo esprimeva bene il titolo del convegno: "Parrocchia: vai in missione!". Non puoi chiuderti in te stessa, fermandoti a leccare le tue ferite: la fede si recupera donandola.
Il "grazie" del vescovo
I vari relatori che si sono succeduti sul palco per le riflessioni e le testimonianze, si sono trovati d'accordo su due punti:
(1) la crisi economica che stiamo vivendo non deve "mettere in crisi" lo stile missionario delle parrocchie; (2) la missione oggi presuppone l'invio di missionari, ma anche l'accoglienza di persone e famiglie che provengono dalle giovani chiese.
A conclusione del convegno, mons. Francesco Beschi ha invitato tutti a ringraziare il Signore per la "vivacità missionaria" della chiesa di Bergamo.
Ha ringraziato i missionari per la loro splendida testimonianza e si è augurato che non venga mai meno l'intensità dello spirito missionario.








