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Basta poco davvero... Chi racconta l'insicurezza dei poveri?

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Si è parlato tanto - e giustamente - della guida Paolo Bosusco e del turista Claudio Colangelo, sequestrati dai "maoisti" nello stato indiano di Orissa. Un'avventura triste e dolorosa, che ha coinvolto anche la Farnesina per un negoziato. E così è venuta a galla anche la notizia di questo strano gruppo di guerriglieri maoisti - un esercito di oltre 20mila! - chiamati "naxaliti" per l'insurrezione del 1967 a Naxalbari, una cittadina del Bengala indiano. Un gruppo che ho dovuto conoscere, sfortunatamente.

Ben ricordo! Avevo messo nella borsa a tracollo l'essenziale e, salito sulla Honda 50, mi ero avviato verso Pakuria, un villaggio a circa 40 chilometri dal centro della missione. Sarei stato lì una settimana per visitare le cinque piccole comunità cristiane nei paraggi, come spesso facevo.

Quel pomeriggio c'era stato l'incontro con le donne della "San Vincenzo de Paoli": la società caritativa fondata dal beato Ozanam nel 1834 a Lione. Molte comunità in Bangladesh hanno questi gruppi di uomini e di donne: poveri che aiutano i poveri. Secondo consuetudine, avevano aperto la bibbia, acceso una candela, posto una piccola ghirlanda di fiori, e pregato il "Padre nostro". Poi avevano slegato l'angolo del loro sari e ognuna aveva deposto nel piatto, davanti alla bibbia, un pugno di riso, offerto per i più poveri. Ogni settimana era così.

Un giorno avevo chiesto alle donne: "Perché vi private del riso, che ne avete già così poco per sfamarvi?". "Vedi, padre, ne mettiamo da parte un cucchiaio al giorno. Cucchiaio più, cucchiaio meno, nessuno se ne accorge. Ma in una settimana, tutte insieme, abbiamo raccolto due chili di riso, che possiamo dare a chi non ne ha. E mangia anche lui". Più semplice di così...; chi non lo capisce? Poi avevo visitato i malati e gli anziani, casa per casa. Avevo cenato con il catechista e la sua numerosa famiglia e, dopo la preghiera della sera, mi ero coricato sulla stuoia per riposare.

Erano le 10 di notte, quando sento chiamare. Alla porta, trovo due uomini, uno con il mitra in mano. Vogliono parlare con me, missionario cristiano. "Venite domattina. Al buio, non parlo con persone che non conosco", avevo risposto. E loro: "Ma noi non andiamo in giro di giorno...". Era il loro stile: arrivavano di notte, senza preavviso; la gente doveva offrire ospitalità, cibo abbondante, e anche le donne (se ne avevano bisogno). Pernottavano e passavano il giorno nelle case. La sera partivano per un altro villaggio, sempre lontano dalle strade asfaltate e illuminate, in luoghi impervi, dove la polizia non si azzardava a comparire.

Il mattino dopo le donne della San Vincenzo erano venute a dirmi: "Ci dispiace per l'incontro di ieri notte. Non succederà più. Ti avviseremo noi quando arrivano i naxaliti". Al loro avviso, spingevo al buio la mia Honda 50 fin fuori il villaggio, e poi fuggivo fino al paese lungo la strada asfaltata e illuminata, dove i naxaliti non osavano presentarsi.

Grazie a quelle madri, sono ancora qui. Ma quante violenze e soprusi quelle donne hanno dovuto subire, con le loro famiglie! Non ho mai visto i naxaliti difendere o aiutare i poveri; sfruttarli con il mitra in mano, sì.

Ma chi si è mai preoccupato dell'insicurezza dei poveri?



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