Bangladesh: Natale, ogni giorno-Il mio Gesù bambino disabile
Come scappa il tempo! Abbiamo già passato il Natale e siamo entrati nel nuovo anno! Sapete, il mio Gesù Bambino quest'anno... ha i piedi storti! Mi spiego.
Bissojit è un bambino hindu di appena nove anni. Ha i piedi terribilmente storti e contorti. Da circa un anno sta con me, nella "Casa della speranza" a Bagaciara, un paesino del Bangladesh. La sua e la mia speranza era che prima di Natale, con l'arrivo dei dottori italiani, potesse essere operato. Ma purtroppo non è stato così.
Bissojit ha anche altre gravi malformazioni: la gobba, il torace incassato, un polmone atrofizzato, il cuore schiacciato, la spina bifida. Per cui gli anestesisti italiani dell'équipe medica - che ogni anno viene in Bangladesh per operare miracoli - con loro grande dispiacere e per paura che ci scappi il morto, hanno deciso di rinunciare all'operazione.
Così il piccolo Bissojit, non potendo camminare in avanti, ché gli si incespicano i piedi, continuerà a camminare di traverso, come i gamberi, poverino. Quando corre, velocissimo così di traverso - a volte anche a quattro zampe - è proprio impressionante.
Ma è allegro, intelligente, e pur con le sue deformità, non rinuncia a giocare come tutti i bambinidel mondo. Insieme a qualche altro disabile musulmano e hindu, continuerò a tenerlo con me... nel mio "presepio", fin che Dio vorrà.
In un villaggio vicino, dove la domenica mi reco per celebrare la Messa con la comunità cristiana, si è soliti inventare qualcosa di visivamente significativo in attesa del Natale. Quest'anno quattro bambù intorno al tabernacolo danno l'idea della capanna di Betlemme. A fianco, una grande scritta con le parole di Giovanni Battista: "In mezzo a voi c'è uno che non conoscete" (Gv.1,26).
Dio voglia che ogni giorno del nuovo anno possiamo riconoscerlo e accoglierlo, in qualunque modo egli si presenti a noi. "Natale ogni giorno", è stato il tema della mia breve predica la notte di Natale.
Mi affido anche alle vostre preghiere, perché tutto non si risolva in "pie inutili parole". Dal mio "piccolo presepio"..., cioè dalla mia "piccola missione",
- con tanto affetto, vostro, gabrispiga@yahoo.it








