Asia: i mali del continente
Tra globalizzazione e fondamentalismo
"La globalizzazione e il fondamentalismo sono considerati la causa principale dei conflitti in Asia cui la Chiesa è chiamata a rispondere con la solidarietà": è quanto afferma un documento redatto in Asia in previsione dell'Assemblea generale della Caritas lnternationalis sul tema "Riconciliazione e carità" che si è tenuta in Vaticano nel giugno scorso. Il testo, preparato dal vescovo Vianney Fernando di Kandy, Sri Lanka, ha come sfondo un'Asia frantumata sotto il peso delle pressioni economiche e sociali, ma punta sullo spirito di riconciliazione che deve guidare le scelte della Caritas alla vigilia del giubileo del 2000.
"Secondo l' esperienza della Caritas in Asia - spiega Fernando nel documento – i fattori maggiormente responsabili dei conflitti locali sono la crisi economica dovuta alla globalizzazione, e le crisi etnico-religiose causate dal fondamentalismo". I due problemi sono profondamente correlati: la globalizzazione, da una parte, ha permesso la interconnessione delle attività umane su scala mondiale, dall'altra si presenta come una grave minaccia per i valori religiosi e culturali dei singoli Paesi.
Il fondamentalismo con la sua natura chiusa e "insulare" nascerebbe proprio come reazione difensiva di una società tradizionale di fronte alla confusione generata dai rapidi cambiamenti della globalizzazione. Compito della Chiesa sarà creare una consapevolezza delle piaghe sociali causate dalla globalizzazione e prendersi cura dei poveri e degli emarginati travolti dal processo e dalle sue conseguenze. Ogni scelta in proposito sarà ispirata ad uno stile di riconciliazione che il vescovo spiega in termini di assunzione di responsabilità, perdono e ricerca della giustizia:
"La Chiesa in Asia può offrire uno spazio per questo processo di guarigione attraverso la promozione del dialogo tra religioni, caste ed etnie e grazie ad un'azione sociale intesa a contrastare la miseria".








