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Anche il “branco” ha un’anima?

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Carissimi, Pace e bene! E’ scritto sul giornale locale di oggi: Nello Stato 29% delle nascite sono figli di ragazze dai 10 ai 19 anni. Lo Stato in questione è il Parà, in Amazzonia, dove svolgo il mio apostolato; qui le nascite “precoci” sono più di 30mila all’anno. In una resa dei conti, un ragazzo usuario di droga è stato ucciso. Alla messa del settimo giorno, la chiesa si è riempita di giovani con maglietta uniformizzata che lo ritratta. Penso con ammirazione che si tratti dei compagni di scuola. Ma mi dicono di no: essi sono colleghi del branco della droga, intimati dai trafficanti. Piange il cuore sapere che chi più “organizza” la gioventù sono i trafficanti di droga (come la mafia nel Sud Italia?).

Mettere il collirio negli occhi…

Questi due “tasselli” aiutano a riflettere sulla realtà. Non c’è né il buon selvaggio di Jean Jacques Rousseau, né il paradiso verde dell’Amazzonia, né l’innocenza dei ragazzi delle missioni. E’ il calvario del venerdì santo.

Arrendersi? Adattarsi? Mai! Al contrario, con tenacia, promuovere il bene. Non dobbiamo imprecare contro le tenebre, ma accendere luci. Bisogna mettere collirio negli occhi per vedere le molte piccole azioni di resistenza e creatività.

In questo Gesù (e Papa Francesco) ci è maestro. Lui, fece l’opzione per i poveri, provocando in tal modo la rottura col sistema di allora. Si è unito agli ultimi: li ha difesi; li ha animati per ricuperare la dignità di figli e figlie di Dio. Ammonito perché tacesse e si ritirasse, ha continuato fedele a Dio e ai fratelli, fino... alla morte, fino alla risurrezione!

Non abbiate paura...

Come missionario in un paese dove i giovani sono tra i più poveri, questo devo fare: dire loro “non abbiate paura; cominciamo a fare qualcosa e vedremo quanto Dio ci aiuta!”.

Ho sperimentato questo con l’apertura della scuola di informatica: gli iscritti sono oltre 200, con giovani professori volontari. C’è poi il corso di chitarra e di pianola, di artigianato, di preparazione agli esami (dove ho accettato di insegnare “attualità”)...

Sono sorte anche vocazioni: due giovani sono entrati in seminario e una ragazza in convento. A coordinare la Pastorale Giovanile della diocesi ci sono tre dei miei giovani.

Più prosaicamente, in quaresima costruiremo... gabinetti biologici nelle palafitte, per evitare che nelle alte maree le feci, galleggiando, viaggino a seminare malattie.

Possiamo essere il Buon Samaritano

Sentivo il dovere di dire tutto questo, ricordando che la misericordia di Dio si esprime nel nostro impegno: impegno coi ragazzi e giovani, e ancora con l’affamato, il nudo, il carcerato, il migrante, l’ammalato...,

e con chi è prigioniero del pessimismo, della depressione e dell’egoismo! Sento il dovere e la gioia di ringraziare gli amici che mi hanno aiutato e mi aiutano ad essere un buon samaritano. Buona Quaresima e Buona Pasqua di misericordia!



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