Alzare le mani, allargare la speranza
Jesus Garcia, un normale cittadino californiano, in una lettera al settimanale Time ha scritto: “I grandi problemi mondiali ci costringono a chiederci: che tipo di persona sono io se non aiuto a far sì che questo mondo diventi migliore?”.
Sono tante le persone normali , in questo mondo, che si pongono la stessa domanda di Jesus e che si impegnano per migliorare il mondo, almeno un po'.
Fratel Roger è stato uno di questi. È morto mentre pregava con 2.500 giovani, ucciso a pugnalate da una donna, la sera di martedì 16 agosto, nella comunità di Taizé. Quel pomeriggio, aveva iniziato a scrivere il Messaggio per l'incontro europeo dei giovani: “Nella misura in cui la nostra comunità crea nella famiglia umana possibilità per allargare...” - il Messaggio è rimasto incompiuto, e così è stato distribuito a tutti i giovani d'Europa a Milano (28 dicembre - 1° gennaio). Tocca a noi, normali cittadini, completare la frase incompiuta e il lavoro iniziato: allargare le vie della pace, per dare speranza all'umanità.
“Tutti insieme domandiamo a Dio quella conversione dei cuori che è la soluzione radicale del male della guerra che infierisce sulle popolazioni. La risposta è affidata alle nostre menti , alle nostre mani , ai nostri piedi . C'è un insostituibile impegno concreto di pace che ciascuno è chiamato a mettere in atto, perché si faccia la volontà di Dio su questa terra, cioè la pace per tutti gli esseri umani.







