2006: l'anno saveriano
Grazie a chi esce; benvenuto a chi entra
Dal fondo del cuore sento il bisogno di esprimere a tutti voi, care lettrici e cari lettori, la più sincera gratitudine per la vostra continua fedeltà e la vostra amicizia sincera. Insieme con voi, il Signore ci dona la forza di portare avanti la testimonianza dell'amore evangelico in mezzo all'umanità di oggi.
L'intero 2006 sarà per noi tutti, saveriani ed amici, un anno un po' speciale.
Lo chiamiamo “anno saveriano”, perché desideriamo viverlo con il Saverio, “compagno di Gesù”, modello dei saveriani e patrono delle missioni, insieme a Teresa di Lisieux. Ricorrono infatti 500 anni dalla sua nascita, avvenuta il 7 aprile 1506.
Un'attenzione maggiore a questo grande missionario dell'epoca moderna, che ci aiuterà a conoscerlo meglio, a pregarlo, a imitarlo nella nostra vita missionaria quotidiana. Non si tratta di “riesumare” i resti di un morto. Si tratta piuttosto di stropicciarci gli occhi, di tendere le orecchie, di dare una scossa al cuore, per mantenere vivi lo spirito e lo zelo della missione che hanno caratterizzato il Saverio e che devono acquistare freschezza anche in noi, cinquecento anni dopo.
Cosa c'è di “speciale”?
Il calendario del 2006 , tutto sul Saverio, per dodici mesi ci rinfrescherà la memoria e ci darà un po' di ispirazione. Inoltre, ogni mese su questo “giornale”, troverete quattro piccoli spunti. Nella rubrica “Carisma e missione”, a pagina 2, p. Alfiero Ceresoli (dal Brasile) commenta lo stile missionario del Saverio con le parole del Conforti. Mettiamola così: il fondatore spiega il modello . Sempre a pagina 2, riportiamo una frase del Saverio come “ intenzione del mese ”. La rubrica “Scuola di missione”, a pagina 3, ci propone il Saverio come maestro della missione , richiamandone esempi e aneddoti, a cura di p. Fabrizio Tosolini (da Taiwan). Durante l'anno, cercheremo di seguire le mosse del grande missionario in Europa e in Oriente, cogliendone lo spirito e il metodo.
Il nostro grazie a due persone che ci hanno accompagnato in questi anni e che hanno chiesto una pausa dal lavoro. Grazie al prof. Francesco Grasselli , che per due anni ci ha aiutato a riflettere sulla vocazione universale alla missione, proponendoci esempi concreti e scovando la dinamica missionaria della Messa. Grazie alla saveriana Teresina Caffi , che per tre anni ci ha proposto le belle “icone” della missione, semplicemente mistiche e coinvolgenti, come ogni “icona” deve essere. Speriamo di raccoglierle in un volumetto.
Il nostro benvenuto a due nuovi amici, che ci accompagneranno per un tratto del cammino: p. Silvio Turazzi , saveriano paraplegico dal 1969 a causa di un incidente stradale, che dalla sua carrozzella ci stimolerà nella rubrica “La missione chiama”; alla saveriana Tea Frigerio , grande animatrice biblica delle comunità cristiane del Brasile, dove è missionaria dal 1974, è affidata la rubrica “L'icona della missione”. Benvenuti!








