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Alcuni esempi presi ...a caso: Felipe, Fiorella, gli scugnizzi...

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A questo punto credo che voi vi aspettiate che io porti qualche esempio concreto di quanto efficace sia l'infanzia e l'adolescenza missionaria in Brasile. Avete ragione, perché gli esempi sono spesso più convincenti di tante altre parole; e sono anche la prova che i nostri ragazzi non sono un semplice "addobbo", ma sono capaci di essere missionari e protagonisti anche alla loro giovane età. Gli esempi sono tanti; ne prendo alcuni a caso, come mi vengono in mente.

Felipe "faccia tosta" e la sorella Marzia

Felipe era il tipico ragazzo problematico: indisciplinato e dispettoso. A scuola, in casa, al catechismo e anche nella squadra di calcio. Un monello incorreggibile. Almeno fosse rimasto a casa o badasse ai fatti suoi...! Invece Felipe si cacciava ovunque ci fosse un gruppo, una squadra organizzata. Riusciva a sfasciare quello che gli altri cercavano di mettere in piedi.

E così il giorno in cui la sorella Marzia ha proposto di fondare un gruppo d'infanzia missionaria, Felipe è stato il primo a presentarsi. Data la fama che si era guadagnata, nessuno, neppure la sorella gli ha fatto buon viso. Ma Felipe, faccia tosta, è entrato a far parte del primo gruppo di infanzia e adolescenza missionaria (IAM) della parrocchia "Madonna del Soccorso" a Tupinanbá.

Non ci crederete, e invece Felipe e IAM si è rivelata un'accoppiata perfetta. L'infanzia missionaria punta sul protagonismo dei ragazzi e quello che Felipe cercava, senza saperlo, era spazio: lo spazio che gli permettesse di mettere a frutto i suoi numerosi talenti. Proprio in questo gruppo lui ha rivelato le sue doti di leader.

Ho incontrato Felipe al centro missionario francescano di Bacabal (Maranhão) durate un corso di formazione per assistenti dei gruppi IAM. Dalla sua bocca sono venuto a conoscere le sue peripezie, confermate dalla testimonianza di educatori e colleghi che in passato erano stati vittime della sua esuberanza.

Fiorella, la droga e il papà poliziotto

La famiglia della signora Flor da vari anni aveva perso... l'indirizzo della chiesa. I genitori indaffarati a racimolare i soldi per portare a fine mese la baracca; i figli indaffarati a spendere per godersi la vita. Come mai Fiorella sia cascata nelle reti dell'infanzia missionaria di São Luís non lo so.

Fatto sta che oggi, nella macchina che mi avrebbe portato a Bacabal, insieme a Rachele ed Elio, dirigenti regionali dell'IAM del Maranhão, ho trovato Fiorella di otto anni e sua madre Flor. Lungo il viaggio vengo a sapere che ieri sera in casa di Flor c'è stata una gran cagnara - con spargimento di lacrime - per decidere chi delle due figlie sarebbe venuta all'incontro di formazione missionaria. Come al solito, l'ha spuntata la più piccola, Fiorella, che è tutta felice. È stata lei a convincere i genitori a prender parte alle attività del gruppo missionario. E ci hanno preso tanto gusto che adesso non solo partecipano alla vita della comunità, ma stanno organizzando un gruppo di famiglie missionarie.

Come è successo? A scuola Fiorella aveva fatto amicizia con una coetanea e le due erano diventate inseparabili. L'amichetta frequentava il gruppo dell'infanzia missionaria e Fiorella l'aveva accompagnata. Ma una sera il signor Guido si è sentito chiedere dalla figlia: "Papà, cos'è uno spinello?".

E viene a sapere che la sua bambina aveva passato il pomeriggio parlando di droga, in chiesa, nel gruppo dell'IAM. "I preti che insegnano ai bambini a usare droga!", è il sospetto di papà. "No papà. Noi nel nostro gruppo abbiamo saputo che nel quartiere ci sono ragazzi che fumano di nascosto...", spiega Fiorella. Ma il papà è deciso: "Bella roba! Tu in parrocchia con la tua amichetta non ci vai più".

Il mattino seguente, l'assistente del gruppo si avvicina a Guido mentre saliva in macchina: "Signor Guido, sua figlia mi ha telefonato piangendo, perché le ha proibito di frequentare il gruppo". Il papà protesta: "Non vede che è una bambina? Non voglio che diventi viziata". L'assistente insiste: "Preferisce che sua figlia venga a conoscere il problema della droga da compagnie cattive? Se non ci diamo da fare, i trafficanti avranno buon gioco. Piuttosto, perché non viene a darci una mano?".

E il signor Guido, poliziotto specializzato nella repressione del traffico di stupefacenti, è diventato consulente del gruppo dello IAM di sua figlia. Poi, si sa, una cosa tira l'altra: il parroco gli ha chiesto di fare una conferenza ai genitori, poi ai fidanzati... Insomma, tutta la famiglia è ora inserita nella vita parrocchiale.

Gli scugnizzi di Riachão: "Mamma, vieni con noi?"

Alcuni anni fa il governo aveva deciso di costruire una diga sul rio Mearim. La costruzione ha messo in subbuglio tutta la regione che soffre di miseria cronica. Durante il boom della costruzione i soldi sono circolati in abbondanza, migliaia di disoccupati sono accorsi da ogni parte. Ma senza infrastruttura, la cittadina è divenuta un'immensa baraccopoli. Terminati i lavori e finita la speranza di un impiego, chi ha potuto se n'è andato, ma i più poveri sono rimasti e Riachão si è trovato ancora più miserabile.

Ebbene, nella disperata comunità di Riachão un gruppo di ragazzi dell'infanzia missionaria, alti due spanne, ha cominciato a farsi notare. Guidato da un'adolescente di 14 anni, ha convocato i genitori: "Mamma, domani noi dell'infanzia missionaria andiamo a visitare i bambini dell'ospedale. Per entrare dobbiamo essere accompagnati da alcuni genitori. Vieni anche tu?". "Papà, mi fai una colomba di cartone per il teatrino di sabato?". "Papà, mamma, perché non venite a Messa? Domani tocca a noi del gruppo". "Devo fare una preghiera con le parole di Gesù sulla croce. Papà, mi aiuti?"...

E le mamme hanno cominciato ad accompagnare i figli, i papà si sono prestati a fare dei lavoretti... e tutti hanno finito per andare al teatrino, all'ospedale, alla Messa.

Bravi questi ragazzi dell'infanzia missionaria!



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