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Alcuni amici saveriani ricordano p. Vittorio

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Padre Renato Trevisan lo ricorda così: "Ho conosciuto Vittorio quando, ad appena 11 anni, nell'agosto del 1973, partecipava a tre settimane di campeggio a Rino di Sonico, in vista di entrare nel nostro seminario missionario Saveriano di san Cristo, a Brescia, per l'inizio delle scuole medie. Da quel giorno fino al momento in cui il Signore lo ha chiamato a sé, non ho mai perso di vista Vittorio, anche se sono passati degli anni senza vederci fisicamente, specialmente attraverso il frequente contatto epistolare e con le visite alla sua famiglia di Castegnato".

Ecco il ricordo di un altro missionario Saveriano bresciano, coetaneo di p. Vittorio, p. Oliviero Verzelletti (di Torbole): "Siamo entrati insieme nel seminario Saveriano di Brescia, nel 1973; insieme abbiamo vissuto a Cremona i quattro anni delle magistrali, insieme abbiamo fatto il noviziato ad Ancona e frequentato il biennio filosofico e il quadriennio teologico a Parma.

Nel 1987 siamo stati ordinati sacerdoti dal santo vescovo mons. Tonino Bello. Poi, lui è partito per gli Stati Uniti. Dopo qualche anno in cui ci eravamo persi di vista, avevamo ricominciato a scriverci proprio in questi ultimi mesi. Mi è molto difficile parlare di Vittorio, soprattutto ora perché, dal momento in cui ho appreso della sua morte, le immagini di 14 anni di vita comune non fanno che rincorrersi. Vittorio è stato per me un amico e un fratello, con il quale sono cresciuto, con il quale ho condiviso tanta strada: le gioie, i dolori ed anche le incertezze della vita".

L'.amico p. Diego Pelizzari, dall'Amazzonia: "Carissimo Vittorio, la tua scomparsa mi è stata comunicata da mia sorella, ieri sera, insieme ad un'altra dolorosa notizia, quella dell'assassinio di un amico leader indigeno del popolo Xukurù-kariri, dello Stato del Pernambuco. Dopo Santiago e p. Carlo Ubbiali, anche lui scomparso quest'anno in un incidente stradale, ora il mio pensiero è costretto a rivivere il passato, il nostro passato, perché ora solo nel Signore potrete costruire il vostro futuro. Da ieri sera non faccio altro che pensare a te, ai tuoi di casa, a noi quando eravamo assieme, durante la teologia ed in giro per l1talia.

Ammetto che è una forma di "consolazione" inevitabile. Ma più mi vengono alla memoria fatti, situazioni e avvenimenti che ti hanno visto protagonista, più il cuore mi si stringe al, petto. Tuo papà prima di lasciarci definitivamente, mi aveva detto che saresti venuto qui da noi, in Brasile. Dio sa quanto mi sarebbe piaciuto averti nuovamente vicino per poter godere della tua saggezza missionaria. Ti avrei portato nei villaggi degli indios per farti conoscere da vicino gli effetti nefasti della "globalizzazione".

Avresti avuto l'opportunità di conoscere e condividere la loro sapienza e la loro saggezza che sono il fondamento tenace della loro sopravvivenza. Ne sono certo, avresti dato loro una mano ad affrontare questo flagello che li vede sempre più impegnati nella lotta per affermare il loro diritto all'esistenza. Con la tua prematura scomparsa anche loro ne sono penalizzati. E noi ne siamo sconvolti. Un artista brasiliano così canta in una sua canzone: " ... amico è cosa da conservarsi sul lato sinistro del petto, dentro il cuore ... ".

Rivolto alla mamma, durante la celebrazione del funerale, p. Storgato: "Cara mamma Anna, sabato mattina, appena ricevuta la triste notizia, con il cuore ricolmo di dolore, ci hai detto: "Una mamma deve avere un cuore immenso, in cui deve starci tutto. Ma è difficile, adesso, farci stare anche questo nuovo dolore".

Il cuore di una mamma missionaria è veramente un cuore immenso, grande come il mondo intero. Avevi già offerto il figlio Vittorio a Dio per la missione. Ora lo offri nuovamente al cuore di Dio Padre, come Maria, madre di Gesù missionario dell'umanità. E prega Dio con noi, perché altri giovani possano rispondere con generosità alla vocazione missionaria, per portare avanti il grande desiderio divino per l'annuncio del Vangelo a tutte le genti".



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