Macerata e padre Matteo Ricci
Il grande missionario marchigiano in mostra
Padre Stefano Coronese è stato chiamato a rinforzare l 'équipe dei saveriani che lavorano al Museo d'arte cinese ed etnografico dei missionari saveriani di Parma. Con padre Emilio Iurman, direttore del Museo, ha partecipato all'inaugurazione della Mostra e alla cerimonia di apertura delle celebrazioni ricciane. Padre Stefano, come testimone dell'avvenimento, ce ne riassume la cronaca e lo spirito.
In questi ultimi anni si vanno riscoprendo la grandezza e le opere di padre Matteo Ricci, vanto e orgoglio dei marchigiani in genere e dei maceratesi in particolare. Si sono intensificati anche i rapporti commerciali e culturali tra l'Europa e la Cina.
L'Europa alla corte Ming
Quest'anno, per iniziativa dell'Istituto "Matteo Ricci", sotto la guida del suo presidente il prof. Filippo Magnini, è stata organizzata a Macerata, dal 19 luglio al 5 ottobre, una solenne celebrazione per ricordare il 450.mo anniversario della nascita del maceratese padre Matteo Ricci.
Tra gli eventi, la Mostra. Ha come titolo: L'Europa alla corte dei Ming. Il merito del Ricci fu proprio quello di far conoscere la civiltà europea ai cinesi e la civiltà cinese agli europei. All'inaugurazione, la platea del Teatro Lauro Rossi era gremita di invitati. Oltre alle autorità e ai rappresentanti dei Musei e delle Biblioteche che hanno prestato gli oggetti in mostra, era presente anche l'ambasciatore della Cina in Italia.
Ricci, un tipo "strano"
Il professor Filippo Mignini, che ha curato la Mostra e un sontuoso Catalogo , ha concluso la cerimonia dei saluti con un' inedita presentazione della figura di Matteo Ricci. "Da un suo discepolo, egli ha detto, il grande maestro era considerato un tipo strano".
Ed ha spiegato il concetto della parola. "Strano come straordinario. Un uomo di grande sapienza e scienza, ma di poche parole. Un nobile per titolo e per comportamento, ma molto affabile con tutti. Aperto alle relazioni con molte persone dalle diverse estrazioni sociali, ma di una estrema riservatezza ".
Se con Marco Polo si aprì la "via della seta", con Matteo Ricci si scoperse la "via del tempo". Il gesuita, grande missionario e scienziato, introdusse per la prima volta in Cina i meccanismi per battere il tempo , gli orologi a pendolo che suonavano le ore. Ancora oggi, in Piazza Tien An Men, dall 'alto del palazzo imperiale, si può ammirare l' orologio che fu installato proprio al tempo di Matteo Ricci.
L'esposizione in tre luoghi
La Mostra è dislocata in tre ambienti diversi della città, ma non lontani l'uno dall'altro. Nelll’ Auditorium San Paolo, adiacente al Teatro nella Piazza della Libertà , centro della città, sono state collocate le grandi carte e i mappamondi, due congegni di orologi venuti da Clusone, il globo terrestre di Mercatore, l'astrolabio, le meridiane, la sfera armillare, l' archipenzolo ... Questi oggetti sono stati prestati dal Museo astronomico e copernicano di Roma e dall'Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze.
La parte preponderante della Mostra si trova nello "scantinato" del Palazzo Ricci, vicino alla Collegiata di San Giovanni. La discesa, senza scalini, porta in alcuni vani, dall'architettura e dagli archi che danno l'impressione di essere nella cripta di una chiesa.
Qui si possono ammirare i bronzi, le porcellane, i dipinti, la statuaria e la preziosa Enciclopedia di storia naturale considerata, in rapporto con l'arte di guarire, un trattato di farmacopea, una importante summa delle conoscenze mediche cinesi dell'epoca.
La terza parte, assai succinta, è sistemata in una stanza della Pinacoteca comunale e raccoglie alcuni libri e trattati del Clavio, in latino, e di Ricci, in cinese.
Il contributo dei saveriani
Il Catalogo enumera 163 pezzi esposti, metà dei quali provenienti dal Museo d'arte orientale in Roma (48 oggetti) e dal Museo cinese ed etnografico dei saveriani di Parma (44 oggetti). I pezzi hanno attinenza con l'Impero dei Ming, che dominarono in Cina, in un periodo di grande splendore.
La visita alla mostra, oltre che istruttiva, suscita tanti motivi di curiosità in diversi campi. Aiuta a riflettere e a riscoprire la gioia di approfondire i temi dell' animo umano, ad accrescere la conoscenza dei popoli, a desiderare la fratellanza universale.








