Al tempo della battaglia del grano
Ho avuto la fortuna di vivere nella bella regione delle Marche, piene di colline verdi, faggi e alberi robusti, come le querce, che noi chiamavamo cerque. Eravamo una decina di famiglie, relativamente piccole, che spesso amavano lavorare insieme, specie quando c'erano dei lavori in cui occorrevano parecchi operai. Ciò accadeva per esempio durante la falciatura del fieno, la mietitura del grano, la pulitura delle pannocchie del granturco (scartocciare).
Il duro lavoro nei campi
Eravamo quasi tutti poveri, per cui non c'erano, vicino a noi, persone o famiglie troppo sviluppate. Se uno aveva bisogno di un favore, era quasi sicuro di essere accontentato da un vicino. Ci conoscevamo con un cognome dialettale come famiglia: Pollo, Vincinzetto, Battente, Santo, Lepre, Cellette e così via. La mia famiglia era nota come El Bughero. Nessuno sapeva dirci chiaramente quando erano cominciati quei nomi, o perché.
Nella zona il lavoro dei campi era faticoso, per tutti... Eravamo negli anni '30-'40, al tempo della "Battaglia del grano", di Mussolini. Neanche a me la situazione piaceva tanto. Abitavamo in una vecchia casa senza gabinetti e senz'acqua potabile. Privi di luce elettrica, si usava il carburo di sera. Le strade erano ghiaiose o piene di fango, o di neve nel lungo inverno. C'erano troppe lacune, diremmo oggi. E il parroco-padrone era povero anche lui: almeno così diceva!
Le lezioni di ginnastica
Mi sono sentito più libero, quando ho iniziato a frequentare la scuola elementare al mio sesto anno di età. Le lezioni si tenevano in una palazzina nuova vicino casa. La maestra fascista veniva ogni giorno, in macchina, dal paese vicino (un chilometro di strada) a parlarci di tutto, specie delle conquiste africane di Mussolini.
Era il tempo di Faccetta nera... "Speriamo siano contente anche loro!" - mi suggeriva un anziano amico che veniva spesso a trovarci in casa, per un bicchier di vino, che veniva offerto a parecchi passanti, poveri o ricchi, noti o sconosciuti.
La ginnastica era la prima materia della scuola e ci piaceva immensamente, più delle altre lezioni. Spesso si organizzavano gare di ginnastica, per tutte le famiglie vicine. In qualche festa particolare si invitava tutto il vicinato. Tre anni così passarono in fretta. Ma dove andare per la scuola del IV e V anno?
A scuola in mezzo alla neve
Mia madre aveva trovato dei parenti lontani a Serra S. Quirico (15 chilometri da casa), che mi accolsero con entusiasmo, anche perché non avevano figli. Alla fine del IV anno, viene aperta la scuola elementare (superiore) a Castiglioni, a soli 2 chilometri di distanza. Con un compagno mi recavo a scuola ogni mattina; d'inverno c'era la neve alta un metro, in qualche punto. Anche quell'anno passò in fretta, con molte esperienze e avventure, vissute ogni giorno nel viaggio di 2 chilometri, a piedi naturalmente.
Si tiene intanto un altro consiglio famigliare per farmi continuare gli studi. Naturalmente senza spendere troppo. Il miglior luogo risultò essere l'istituto saveriano di Poggio S. Marcello, al costo di 2 lire al giorno, che però era lontano una ventina di chilometri dal paese. Questo per il ginnasio inferiore di tre anni.
La festa della sconocchiatura
Ma prima di terminare il racconto scolastico, vorrei far conoscere le feste notturne che noi tutti del paese facevamo in occasione della sconocchiatura; in pratica, quando si toglievano e pulivano le pannocchie del granoturco. Eravamo tutti seduti attorno all'aia: uomini e donne, ragazze e ragazzi, con canti e racconti vivaci dei contadini, di notte, in allegria.
Finito il lavoro, iniziava la vera festa. C'era sempre qualcuno che suonava la fisarmonica (musica comune: il saltarello!), con canti e danze fino alle 2 o alle 3 del mattino. Tutti allegri e rilassati. Una baldoria incredibile, da godere prima di andare a letto. Tutto poteva accadere durante o dopo quelle notti, promesse di matrimonio incluse.
La vita di un contadino delle Marche non era tutta o solo sacrifici...








