Skip to main content

Al pozzo della vita, La missione è incontro e dialogo

Condividi su

LA PAROLA

Il Signore lasciò la Giudea e si diresse di nuovo verso la Galilea. Doveva perciò passare per la Samaria. Giunse a una città chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio. Qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua... (Giovanni 4,3-42)


Gesù vuole passare per la Samaria. È importante. Ha un debito da pagare, un perdono da ricevere, un riscatto da realizzare, una storia da ricostruire. Lasciare Gerusalemme e dirigersi verso la Galilea è un cammino che allontana Gesù dalla fama, dal successo. È un cammino che lo conduce alla città di Sicar, dove c'era il pozzo di Giacobbe , sul terreno da lui dato a Giuseppe .

Samaria, Sicar, Giacobbe, Giuseppe, il pozzo: sono luoghi, persone, nomi carichi di storia. Sono storie che conservano memorie di amore e di odio, di alleanze e di conflitti. Gesù doveva passare per questo luogo carico di memorie. Anche la donna doveva … Il pozzo era la meta del suo lavoro quotidiano per attingere acqua. Era un cammino quotidiano, un lavoro duro, pesante, monotono, ingrato. Un lavoro così giornaliero che nessuno riconosce, di cui nessuno si accorge o ringrazia. Come succede ancora oggi per tante donne e bambine dell'Africa: ogni giorno camminano chilometri per rifornire di acqua la famiglia.

Era necessario...

...per Gesù; era necessario per la Samaritana. Due cammini che conducono allo stesso pozzo e che provocano l'incontro. Un pozzo da cui sgorga l'acqua. È l'acqua della promessa per Agar, la schiava scacciata da Abramo con il figlio Ismaele; è l'acqua delle nozze per Rebecca, sposa di Isacco; l'acqua dell' amore per Rachele, che incontra Giacobbe; l'acqua della libertà per Zippora, sposa di Mosè in terra straniera. Tutte acque dalle quali sgorga la vita .

Era necessario per Gesù e per la Samaritana fare quest'incontro, riprendere un dialogo interrotto da molti secoli fra due popoli. Un dialogo con domande e risposte, con richieste e offerte.

Parole che chiedono il permesso di entrare, ma che non aprono la porta, perché diverso è l'interesse: per Gesù è acqua della vita; per la Samaritana è l'acqua del lavoro. Parole che chiedono di entrare, ma l'entrata è negata. Nell'intimità della casa, infatti, entrano solo gli amici.

Finalmente il dialogo avviene.

Non per merito delle parole di un uomo giudeo, ma perché Gesù ascolta la domanda della donna: “dove è bene adorare?”. Com'è possibile dialogare dimenticando ciò che separa, forzando la relazione, ignorando la durezza del lavoro? Solo l'ascolto può dare un senso alle parole che pronunciamo.

“Se conoscessi il dono e chi ti chiede acqua… tu chiederesti l'acqua viva!”. L'acqua viva è l'acqua del riconoscimento, della relazione, del superamento, del perdono, del riscatto.

Al pozzo sgorga una richiesta, viene fatta un'offerta che rompe le barriere, ricostruisce un rapporto antico, supera divisioni etniche, religiose, di sesso. Al pozzo si risveglia anche la memoria: cinque mariti, cinque popoli...

L'identità.

Riaffiorano le radici della propria identità: “mi ha detto ciò che sono!” . L'identità si risveglia: sono samaritana! Sono popolo, sono persona, sono donna, sono amica!

L'uomo, il giudeo, il profeta, il messia si rivela a lei con il suo vero nome “ Io-sono ” . La rivelazione la spinge a ritornare tra i suoi. Correndo, dimentica la brocca. “ Venite ho incontrato un uomo, ho incontrato il Cristo!” .

Nel dialogo avviene la rivelazione della sua identità e dell'identità dell'altro: Lui è il Messia, Io-sono, il Salvatore universale; lei è l'Anonima, la Samaritana, la Discepola, l'Evangelizzatrice che elimina le barriere e annuncia: “Il Padre vuole essere adorato in spirito e verità” .

La missione.

La volontà del Padre è pagare il debito, riscattare chi è schiava, invitarla a essere compagna nella stessa missione; restaurare l'immagine e la somiglianza di Dio in ogni persona.

Si allontanano dal pozzo e proseguono il cammino. Gli annunciatori del Regno rompono le barriere, superano i preconcetti, vincono gli ostacoli; indicano, provocano, affascinano, conquistano discepoli, ingrossano le file.

Andando, garantiamo che lo Spirito ci precede, ci anticipa. Andando, testimoniamo che evangelizzando, noi stessi siamo evangelizzati. Andando, viviamo il dialogo, il rispetto, l'alterità, la compagnia. Continuiamo ad andare, uomini e donne, nel mistero del Regno che è già in mezzo a noi!



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2940.78 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Maggio 2012
Ogni anno arrivano puntuali dai saveriani di Brescia: sono tutti di Bussolengo, il paese natale di p. Gianni Zampini, il direttore della nostra "Libr…
Edizione di Novembre 2009
I missionari saveriani e il centro missionario di Vicenza fanno conoscere il programma degli incontri di formazione missionaria per l'anno 2009 -2010…
Edizione di Marzo 2023
Insieme a una piccola delegazione della diocesi di Ancona-Osimo, guidata dal nostro vescovo mons. Angelo Spina, abbiamo vissuto un breve viaggio espl…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito