Il grande privilegio di poter scegliere
Aria di primavera, aria di Pasqua, aria di festa con il consueto sottofondo della guerra che non si ritrae, ma si estende e si espande, apre nuovi fronti, nuove brecce. Altri lutti, altri profughi sulle strade del mondo. E anche questa volta, dopo l’Ucraina, siamo coinvolti piuttosto da vicino. Costi energetici, petrolio, ma anche le mete del turismo a cinque stelle sono paralizzate tra droni e contraerea. In un villaggio globale tutto è connesso, tutto ha una conseguenza. Linguaggi da “Bar Sport” sono utilizzati da chi suppone di avere le redini del mondo. Anzi, forse nei “Bar sport” c’è più senno, più pragmatismo, perché poi quattro conti bisogna pur farli.
È sempre la Speranza cristiana l’uscita d’emergenza da percorrere, perché la Resurrezione celebrata in queste settimane trovi davvero un senso. Ma sperare forse non basta più. Parlare di Pace, vivere la Pace (e non in Pace) è diventata una scelta di pochi? Appelli, movimenti di piazza e cortei sono fiaccati da un destino che pare ineluttabile? Nelle famiglie si educa alla Pace o si fa finta di niente? Si nascondono le immagini dalle televisioni e si riempiono i tablet di giochi e cartoni animati o si prova a spiegare anche con parole semplici cosa sta accadendo? Il rischio è che i nostri ragazzi le risposte le cerchino negli smartphone e non nel mondo adulto, spesso giudicante e che si sente migliore di loro. Ne siamo sicuri? Non abbiamo, forse, perso un po’ di credibilità anche noi?
Il giorno della Festa del papà è stato bello vedere nei vari profili delle persone fotografie, regali, frasi e ricordi. Quest’anno sembra ci sia stato un flusso ancora maggiore o la tecnologia ha fatto da potente megafono. È bello vedere tanta gioia, tanta riconoscenza anche per chi papà lo è in cielo. Per un attimo l’Intelligenza Artificiale ha lasciato spazio al sentimento autentico. Sono sicuro che ancor di più tutto questo accadrà per la Festa della mamma a maggio. Il pensiero in questi casi è andato a chi non è riuscito a diventare genitore, a chi non è più tornato dopo una giornata di lavoro, a chi è costretto ad abbandonare la famiglia per cercare un futuro migliore, a chi è caduto su un fronte e a chi è ancora al fronte come 70 anni fa, come se nulla fosse cambiato. Teniamoci stretti la bellezza di quell’amore postato, immortalato, in alcuni casi ostentato, consapevoli che abbiamo ancora il diritto e il privilegio di poter fare delle scelte per il domani dell’umanità. Buona Pasqua!








