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Il saveriano, nato ad Avacelli di Arcevia (AN), è missionario in Bangladesh dal 1961. Ha sempre lavorato all'ospedale Fatima, nella cittadina di Jessore. Ogni anno, dottor Bucari manda agli amici una lettera in cui fa il "consuntivo".

Ecco le ultime dal Bangladesh e dal "Fatima Hospital". Il Paese, quest'anno, è progredito in molti settori, nonostante le difficoltà dovute all’aumento dei prezzi e alla diminuzione degli aiuti internazionali. È stato raggiunto l’ideale di Gandhi per l’India: più luce di sera, meno figli e più istruzione.

Crescono le infrastrutture

2007 3 Bucari1Alcune esportazioni sono aumentate del 30 per cento: tessuti e vestiti, ceramiche e frutta, scarpe e medicinali. Ci sono più strade, più luce nei villaggi, più telefoni, più programmi tv (via cavo) e qualche altro servizio. C’è qualche ponte in più sui fiumi, mentre le comunicazioni sono più facili grazie ai pullman che uniscono le città e parecchi villaggi.

Il governo ha stabilito due giorni di vacanza settimanale, come nei paesi ricchi. Pur rimanendo un paese del "terzo mondo", con un reddito inpiduale molto basso, questa nazione ha mostrato di poter progredire. La popolazione cresce ancora, ma meno che in passato. Il Bangladesh ha raggiunto ormai i 140 milioni di abitanti, confinati in pochissimo spazio (nel 1961, erano 45 milioni).

Un nobel... a metà

Il fatto straordinario di quest’anno è stato il premio Nobel per la pace assegnato al prof. Muhammad Yunus, un economista che lavora per la povera gente da più di 30 anni. Molti missionari non erano d’accordo per la scelta del Nobel, perché Yunus è un personaggio discusso, e non solo fra noi.

Di sicuro ci sono due punti a suo favore: ha dato importanza alle donne per il progresso economico del Paese e ha istituito una banca - la Grameen bank - per aiutarle con il microcredito a fare qualcosa di utile per la famiglia e la nazione. Sono segnali positivi, anche se le critiche non mancano. I prestiti sono consegnati a persone che possono ripagare il credito al 25% di interesse; ufficialmente sono consegnati alle donne, ma spesso sono i mariti a gestirli... Non è facile aiutare i poveri!

Intanto, le elezioni sono state rimandate e la confusione è ancora tanta. Praticamente da oltre dieci anni, il Bangladesh è in mano a due donne che si alternano, una al governo e l'altra all'opposizione: è un fatto eccezionale per un Paese a maggioranza musulmana.

Un primato non invidiabile

Purtroppo il Bangladesh ha ottenuto un altro "primato": da cinque anni è considerato il primo Paese al mondo per corruzione. La Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale sono incerti sul da farsi: negare i prestiti, punendo così la povera gente? Ma il loro contributo ai poveri è minimo perché, su un dollaro prestato, solo 10 centesimi arriva alla gente. Il resto va in tasca agli esperti internazionali o locali. Lo stesso avviene per le Ong (ce ne sono 20mila!): non ci sono poveri fra i responsabili di queste organizzazioni.

Corruzione significa pagare di più per un servizio. Pur protestando, ciascuno è costretto dalle circostanze a farlo. Un esempio. Ogni anno il "Fatima Hospital" deve rinnovare la licenza, come tutti gli ospedali privati. La legge prevede che ci siano tre medici ogni dieci letti (in nessuna parte del mondo vige una legge simile). Così, nei vari passaggi, bisogna pagare qualcosa a qualcuno per riuscire a... stare a galla.

Una piccola oasi di speranza

Noi continuiamo il nostro lavoro ospedaliero per il bene di tutti, specialmente delle classi più povere, usando lo stesso trattamento per tutti. Nel nostro ospedale non ci sono camere private. I pazienti non mancano mai: in ambulatorio, in maternità e nei reparti dell’ospedale. Continuiamo come in passato la scuola per le infermiere e visitiamo i villaggi ogni settimana.

Il nostro ospedale vuole essere una piccola oasi di speranza per tutti. Continueremo così, con l’aiuto della Provvidenza e di tutti i nostri amici. Anche se siamo coscienti di essere solo "una goccia di speranza, nel mare di chi ha bisogno".



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