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Difesa, cura e promozione dei Diritti Umani sono un elemento fondamentale della pace. Questa Dichiarazione Universale è stata firmata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea delle Nazioni Unite. Il mondo era appena uscito dalla Seconda Guerra Mondiale e voleva porre le basi per evitare ulteriori conflitti. Per decenni è diventata uno dei riferimenti per valutare la correttezza di uno stato nei confronti dei suoi cittadini. Per questo, il 10 dicembre è la Giornata internazionale dei Diritti Umani. Si ricorda questo grande passo fatto dall’umanità per proteggere la dignità della persona umana.

Questa giornata e la stessa Dichiarazione Universale dei diritti umana che compie 77 anni, hanno perso sempre più valore. Attualmente, ci troviamo di fronte a uno scenario pieno di guerre, massacri, violazioni feroci di questi diritti che oscurano ogni tratto umano con una disumanità tale da degradare la dignità umana e far indignare quelle persone sensibili al valore della dignità umana. Oggi, è la legge del più forte ad imporre la sua volontà e per arrivarci non esita a calpestare uomini, donne, bambini per raggiungere quel potere che dovrebbe essere servizio al bene comune.

Con papa Francesco possiamo dire che oggi i Diritti umani non sono sufficientemente universali. Se il loro rispetto è “condizione preliminare per lo stesso sviluppo sociale ed economico di un Paese”, questi non lo sono più quando si vivono “forme d’ingiustizia, nutrite da visioni antropologiche riduttive e da un modello economico fondato sul profitto, che non esita a sfruttare, a scartare e persino ad uccidere l’uomo. Mentre una parte dell’umanità vive nell’opulenza, un’altra parte vede la propria dignità disconosciuta, disprezzata o calpestata e i suoi diritti fondamentali ignorati o vilati” (FT 22).

Già San Paolo VI nella sua enciclica Populorum Progressio affermava che “lo sviluppo è il nuovo nome della pace”. Questo sviluppo costituisce “il passaggio da condizioni di vita meno umane a condizioni più umane”. Senza pace non si opera questo passaggio. Anzi, ci sarà solo regresso di umanità per raggiungere gli istinti più bassi dove gli uomini diventano lupi per gli altri uomini. Un clima simile genera ansia, paura e panico che non contribuiscono a una vita serena per nessuno, nemmeno per chi pretende comandare.
Lo stesso Diritto umanitario che garantiva la vita ad ogni persona, primo tra i diritti, è stato tradito sostituendosi all’autoritarismo che soffoca ogni dissenso, che schiaccia coloro che manifestano in modo pacifico e che non si sottomettono al pensiero unico. 

Papa Leone XIV vuole contrastare questa idea materialista che genera guerra, sfruttamento e distruzione, con il suo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2026). Evoca il tema della pace con le sue stesse parole pronunciate al momento dell’insediamento: “La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante”. Papa Leone invita tutti, credenti e non credenti, a rifiutare la logica della violenza e della guerra per abbracciare la pace. “La pace sia con voi” sono le prime parole dopo la Resurrezione e vogliono essere per noi un orientamento fondamentale. Si tratta di coltivare una pace disarmata, non fondata sulle armi, sul terrore e sulla paura che mette in atto aggressività, difesa e controllo e di far crescere una pace disarmante perché in grado di “sciogliere i conflitti, aprire i cuori, generare fiducia, empatia e speranza”.

Se il nostro stile di vita rifiuterà ogni violenza, dentro di noi e intorno a noi, visibile e inconscia, personale e strutturale, allora la pace potrà trovare un terreno fertile per poter prosperare e dare vita ad esperienze di quella che San Paolo VI chiamava “la civiltà dell’amore”.



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