Sud/Nord Notizie: Spese militari, ogm, Darfu, Costa d'Avorio
Spese senza freni
Varata nave militare indiana. Presso lo stabilimento Fincantieri del Muggiano a La Spezia è stata varata la prima delle due navi di rifornimento e supporto logistico commissionate dalla marina militare indiana. Entrambe hanno un dislocamento di quasi 30mila tonnellate a pieno carico, una lunghezza di 175 metri, una larghezza di 25. Potranno ospitare 248 persone e un elicottero di medie dimensioni. La collaborazione con l'India è iniziata nel 2004. Un esempio di moderna partnership economica, meglio auspicabile nei settori della vita sociale e delle sviluppo.
• Il 2% del Pil mondiale. Secondo uno studio di "Deloitte & Touche", la spesa militare per la difesa nel 2010 si aggirerà intorno al 2% del Pil mondiale, con gli Stati Uniti, l'Arabia Saudita e Israele destinati ad attestarsi oltre la media, mentre Europa e Asia sono sotto la media. Il rapporto mette in evidenza che i nuovi requisiti richiesti dalle aziende del settore "Difesa" in ambiti come l'intelligence, la sorveglianza, la ricognizione, serviranno a dare maggiore spinta al settore.
Fanno discutere...
• Ogm sì, Ogm no? Per Sergio Marelli, segretario generale della Focsiv, il via libera della commissione Ue alla coltura in Europa della patata transgenica per uso industriale non è condivisibile. "Questa decisione mette a repentaglio la sostenibilità degli agricoltori nel nord e nel sud del mondo, anche perché gli Ogm non servono a combattere la fame. Invece di aumentare l'aiuto all'agricoltura sostenibile, si scelgono gli interessi economici e di profitto delle grandi multinazionali delle sementi".
Un'apertura agli ogm è venuta da mons. Sorondo, cancelliere della pontificia accademia per le scienze, purché contribuisca ad alleviare la fame nel mondo. Una bocciatura, sia pure con qualche distinguo, era arrivata dal recentesinodo per l'Africa: i vescovi del continente si erano pronunciati contro l'invasività nelle agricolture locali degli ogm che cancellano le colture tradizionali.
• Stati Uniti: riforma sanitaria. Il difficile cammino della riforma sanitaria, fortemente voluta dal presidente Obama, trova l'appoggio della chiesa cattolica statunitense. Ma c'è di più: la quasi totalità dei latinoamericani (il 60% dei cattolici negli Stati Uniti) è tra i sostenitori più decisi della riforma e ha chiesto la sua approvazione entro il 2010. I progetti di legge al vaglio di Congresso e Senato dovrebbero migliorare i piani di assistenza sanitaria, limitando un po' il potere delle compagnie assicurative. Soprattutto, l'assistenza medica accessibile e di qualità potrà diventare un diritto di ogni essere umano, anche se povero, come sostenuto dalla chiesa.
Un nuovo inizio
• Darfur: fine del conflitto? "La guerra in Darfur è terminata, la regione adesso è in pace e può cominciare il suo cammino sulla via dello sviluppo". Lo ha detto il presidente Al Beshir dopo la firma a Doha, in Qatar, di un'intesa per il "cessate il fuoco" e l'avvio di negoziati di pace con i ribelli del Movimento per la giustizia e l'uguaglianza (Jem). L'intesa tra governo e ribelli prevede il raggiungimento di un accordo di pace definitivo che ponga fine al conflitto. Altri punti salienti dell'accordo sono il versamento di un indennizzo per le vittime del conflitto, lo sviluppo della regione e delle misure per facilitare il ritorno volontario di quasi tre milioni di sfollati di una guerra che ha provocato quasi 300mila morti. Basterà? I proclami sembrano troppo entusiasti rispetto alla realtà dei fatti, visto che un altro gruppo ribelle non è stato coinvolto negli accordi.
• Costa d'Avorio: indennizzo dalla "Trafigura". È cominciata la distribuzione dell'indennizzo versato dalla multinazionale, Trafigura, per circa 30mila persone, vittime di intossicazione dovuta allo scarico illegale di rifiuti tossici nell'agosto del 2006 ad Abidjan. Il versamento degli indennizzi segna la conclusione di una battaglia giudiziaria condotta da una delle principali associazioni di vittime, che è riuscita a ottenere i risarcimenti, ma non la formale ammissione di colpa da parte dell'azienda di trattamento e trasporto di materie prime. Il bilancio ufficiale conta quasi centomila vittime sanitarie per avvelenamento; nei giorni appena dopo il fatto morirono almeno 16 persone.








