Gli altri: ospiti o stranieri?
Il 14 maggio scorso, nell'ambito dell'annuale "festa dei popoli" presso la casa dei saveriani di Desio, si è svolta la seconda conferenza del ciclo "Religioni a confronto". Il tema era molto interessante e di grande attualità: "Le religioni e l'altro: ospite o straniero?". Hanno parlato tre relatori: un rappresentante dei sufi, un esperto di migrazioni e una docente universitaria.
Il sufi Mouelhi Mohsen ha ricordato che noi siamo portati a classificare gli altri in base al colore della pelle, alla lingua e alla religione, anziché vederlo semplicemente come un "essere umano". Ma valutare gli altri in modo discriminante è andare contro la volontà di Dio, che non fa queste distinzioni.
I credenti di tutte le religioni verranno giudicati sulla base del bene che hanno fatto agli altri.
Il prof. Franco Valenti ha citato il racconto biblico della torre di Babele, dove gli uomini erano impegnati a edificare un solo popolo, con un unico intento e un'unica lingua. Ma Dio scompiglia i piani e dà origine alla molteplicità dei popoli e delle lingue. Oggi gli immigrati nelle nostre strade e piazze sono come un segno dei tempi: possiamo dire che la chiesa è diventata veramente cattolica, cioè universale.
La prof.ssa Patrizia Pozzi, docente all'università di Milano ed esperta in ebraismo, ha ricordato il comandamento che Dio ha dato al popolo eletto di amare lo straniero come se stesso.
Sui grandi interrogativi dell'uomo, le tre fedi monoteiste dovrebbero aprirsi e proporre quei valori individuali e universali che possono facilitare la convivenza, nel rispetto di tutti.








