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La morte dell’Ambasciatore Italiano Luca Attanasio in Congo RD, del carabiniere Vittorio Iacovacci e del loro autista Mustafa Milambo, ci ha molto segnato come Laicato Saveriano. Vogliamo ricordare Luca con alcune parole dell’omelia funebre di mons. Delpini, arcivescovo di Milano.

Il Signore dirà: “Da dove vieni, Luca, fratello?”. E Luca risponderà: “Vengo da una terra in cui la vita non conta niente e si può far soffrire senza motivo e senza chiedere scusa!”. Il Signore dirà: “Non dire così, Luca, fratello mio. Io scrivo sul libro della vita il tuo nome come il nome di un fratello che amo! Ti benedico per ogni bicchiere d’acqua, per ogni pane condiviso, per l’ospitalità che hai offerto”.

Il Signore dirà: “Perché ti volgi indietro, Luca, fratello mio?”. E Luca risponderà: “Mi volgo indietro perché considero quello che resta da fare, le promesse che avrei dovuto onorare, la missione che avrei dovuto compiere…”. E il Signore dirà: “Non volgerti indietro, Luca, fratello mio.

Troppo breve è stata la tua vita, come lo è stata la mia. Eppure dall’alto della croce si può gridare: «È compiuto!». Nel momento estremo si può offrire il dono più prezioso, senza che il tempo lo consumi.

Il Signore dirà ancora: “Perché sei ferito, Luca, fratello mio?”. E Luca risponderà: “Sono ferito perché così gli uomini trattano coloro che li amano e li servono. Sono ferito perché ci sono paesi dove la speranza è proibita, dove la gente che conta continua a combinare i suoi affari…”.

E il Signore dirà: “Non dire così, Luca, fratello mio. Guarda le mie ferite, le ho ricevute dai miei fratelli. Ho seminato nella storia un seme di amore che produce frutti di amore, e chi rimane nell’amore rimane in me e io in lui. La gente che conta e ammassa ricchezze è destinata a morire e per loro sarà pronunciato il giudizio... Ma i miti erediteranno la terra, i giusti sono benedetti e benedetta la loro discendenza”.

Il Signore dirà ancora: “Perché piangi, Luca, fratello mio?”. E Luca risponderà: “Piango perché piangono le persone che amo, perché restano giovani vite che hanno bisogno di abbracci e di baci, di coccole e di parole vere e forti e non sarò là per asciugare le loro lacrime e condividere le loro gioie; piango perché dopo il clamore scenderà il silenzio, l’oblio”.

E il Signore dirà: “Non dire così, Luca, fratello mio. Io manderò lo Spirito Consolatore, Spirito di sapienza e fortezza, Spirito di verità e amore; nessuno sarà abbandonato e i vincoli di sangue, affetto, amicizia saranno più intensi e più veri, più liberi e più lieti. La tua partenza non diventerà un’assenza. Non piangere più, Luca, fratello mio!”.



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